Il luogo del mese

“Seimeizan”

Montagna della vita
 
La scintilla che lo fa nascere è l’incontro provvidenziale tra il missionario cattolico Franco Sottocornola e il monaco buddista Furukawa. Dopo anni di gestazione, nel 1987, su una collina sovrastante la cittadina di Kikusui, nell’isola giapponese di Kyushu, nasce il «Seimeizan»,
centro di spiritualità e dialogo interreligioso.

 

 

   
Il centro rispecchia in tutto le caratteristiche culturali e spirituali della tradizione giapponese, soprattutto, l’assunzione di tre elementi classici: la natura, la montagna, la via del tè. Vivere in mezzo alla natura, sentita come luogo sacro, significa vivere in un contesto di esperienza religiosa. La montagna è luogo di silenzio e d’incontro con Dio. Il silenzio caratterizza molte volte gli incontri interreligiosi che si svolgono al Seimeizan. Il desiderio di stare insieme, di comunicare l’esperienza mistica non ha bisogno di parole.   Nella cerimonia del tè, servito dal padrone di casa, i componenti del gruppo (non più di 7 persone) non si guardano in faccia, ma tutti guardano la tazza: bere insieme il tè è segno di pace, è un momento che crea nel gruppo uguaglianza e rispetto, gioia di stare insieme.   La comunità cristiana del Seimeizan (5 persone in tutto) opera in stretta collaborazione con il tempio buddista della vicina città di Tamana.  Nel corso del primo anno di attività circa 2000 persone sono salite alla “Montagna della vita”: semplici visitatori, ma anche gruppi sia cristiani che buddhisti, sia giapponesi che europei e americani, gruppi di universitari interessati ad un approfondimento del rapporto tra cristianesimo e buddhismo, religiose impegnate in campo educativo o assistenziale. Il dialogo interreligioso che il centro propone unisce l’approfondimento teorico su base scientifica e l’esperienza pratica del monachesimo che aiuta a scoprire negli eventi quotidiani la presenza di Dio.
 
 

“Gli abitanti del luogo, tutti appartenenti al cosiddetto Buddhismo della Terra Pura, ci hanno accolto molto cordialmente. Con gli anni hanno cominciato a considerarci un po' il "loro" tempio. è divenuta ormai tradizione che ogni anno, a maggio, il gruppo degli anziani si riunisca a Shinmeizan per un'intera giornata. In occasione del Natale, su esplicita richiesta dei bambini del villaggio, organizziamo una veglia natalizia alla quale partecipano attivamente. Da parte nostra, siamo invitati a partecipare ai più importanti momenti di vita civile e religiosa della comunità locale.   A questi rapporti quotidiani, di buon vicinato, se ne affiancano altri, più specifici, con persone, templi e istituzioni buddhiste e shintoiste, con movimenti religiosi più recenti. Nelle vicinanze si trovano templi del Buddhismo Tendai e del Buddhismo Zen con i quali intratteniamo da anni buoni rapporti di amicizia e di collaborazione. Anche con l’Omoto e il Tenrikyo, movimenti di matrice shintoista, siamo altrettanto aperti all'incontro e alla collaborazione interreligiosa.
 

   

Questa rete di contatti ha trovato una sua felice espressione nell'incontro biennale di preghiera per la pace che da oltre 14 anni si celebra a Shinmeizan. La partecipazione è molto sentita e  negli anni  ha avuto una positiva ricaduta anche sulle rispettive comunità religiose. 
(Maria A. De Giorgi)

 Maria A. De Giorgi è missionaria, laureata in psicopedagogia, teologa e studiosa del pensiero spirituale giapponese. È giunta in Giappone nel 1985. Dal 1987 al 1994 ha prestato il suo servizio presso il centro Shinmeizan. Dopo aver conseguito il dottorato in teologia all'Università Gregoriana di Roma ha ripreso il suo servizio in Giappone al centro. E' autrice di libri a carattere interreligioso tra i quali: "Seimeizan. Frammenti di un dialogo fra cristiani e buddhisti in Giappone".    Per approfondire: qui

 

 

Io non mi posso togliere
i sandali di paglia


I sandali di paglia li porto da dieci anni.
Per salvare condannati a morte innocenti,
io solo, solo città, villaggi percorro senza sosta,
supplicando, invocando.
Ben cento milioni di esseri umani ci sono qui,
non si facciano restare isolati condannati a morte innocenti!
Forse fra vent'anni, fra trent'anni
un giorno tutti, consapevoli, verranno a salvarli.
Io ci credo e oggi e domani
cammino, cammino, per tutta la vita cammino.
Una società che non sappia difendere
la vita di un sol uomo,
io non riesco a crederci!
Una società che non mandi a morte innocenti,
io vorrei crederci, vorrei testimoniarla,
altrimenti io non verrei salvato, non potrei vivere.
Io non mi posso tegliere i sandali di paglia.

                                    Tairyu Furukawa (1971)
 
 
 

Il sito del Centro: qui