ALBANIA

ESEMPIO DI CONVIVENZA INTERRELIGIOSA

“Il Papa vuole dire a tutti i popoli del mondo che si può lavorare insieme, ricordando che i padri fondatori hanno scommesso sulla possibilità di costruire una società multireligiosa e la storia ha dato loro ragione. L’Albania, infatti, è l’esempio che smentisce quanti usano la religione per alimentare conflitti”.

PAPA FRANCESCO: Nessuno pensi di poter farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e di sopraffazione. Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignità dell’uomo e ai suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla vita ed alla libertà religiosa di tutti!”. Parlando con i giornalisti sul volo papale che da Seoul lo ha riportato ad agosto a Roma, Bergoglio, accusato da alcune frange americane molto critiche di essere un “Papa comunista”, raccontò di aver sentito il desiderio di andare in Albania perché “è stato l’unico dei Paesi comunisti che nella sua costituzione aveva l’ateismo pratico. Andare a messa era anticostituzionale. E sono state distrutte 1.820 chiese ortodosse e cattoliche e altre sono state trasformate in cinema, teatro, sale da ballo”.

“La religione autentica è fonte di pace e non di violenza! Nessuno può usare il nome di Dio per commettere violenza! Uccidere in nome di Dio è un grande sacrilegio! Discriminare in nome di Dio è inumano”, ha detto.  Poi ha parlato di libertà religiosa contro i totalitarismi. “L’Albania è stata tristemente testimone di quali violenze e di quali drammi possa causare la forzata esclusione di Dio dalla vita personale e comunitaria. Quando, in nome di un’ideologia, si vuole estromettere Dio dalla società, si finisce per adorare degli idoli, e ben presto l’uomo smarrisce sé stesso, la sua dignità è calpestata, i suoi diritti violati”, Un messaggio di pace da parte del Papa che ha denunciato pubblicamente con forza che è già in atto una “Terza guerra mondiale a pezzi”. E che non bisogna mai strumentalizzare il nome di Dio per fare violenza.

Gli albanesi sono “contenti” di essere esempio nel dialogo. “Ci sono state due dichiarazioni molto chiare della comunità interreligiosa, formata da cattolici, ortodossi, musulmani sunniti, bektashi e poi Alleanza evangelica, di condanna totale e assoluta – dice il Nunzio – di questi crimini che si commettono evocando o appoggiandosi alle religioni. La religione non può essere mai una scusa o il motivo o l’incentivo per permettere questi crimini. Quindi, penso che tutti si sentano orgogliosi di questo apprezzamento, di questa nota di identità culturale che è vissuta in modo particolare qui, in Albania”.

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La chiesa di Shen Koll, nel villaggio di Derven, a 32 chilometri da Tirana. Il piccolo edificio in pietra ha una storia toccante: 15 famiglie musulmane hanno aiutato la comunità cristiana a ricostruirlo, come simbolo di convivenza tra religioni e culture.

 

IL VILLAGGIO DELLA PACE A SCUTARI

Il Villaggio della Pace di Scutari diventa un punto di riferimento importante perché può accogliere gruppi anche numerosi ed è posto in un contesto naturalistico apprezzabile. Ma anche gruppi di docenti e studenti albanesi arrivano in Italia per partecipare a convegni e meeting in Puglia ed in Veneto, in particolare un gruppo di ragazzi di Tirana partecipano nel 2009 allo Stage-Meeting di Venezia. Le autorità locali apprezzano molto le iniziative ed i valori proposti dalla Rete e si fanno spesso presenti. Numerosi gemellaggi festosi e gioiosi si susseguono negli anni mentre la Rete albanese continua a svilupparsi contando a tutt’oggi una ventina di scuole.

http://www.reteprogettopace.it/dove-siamo/albania.html