.."luoghi"  del  mese


La guida,  giunta alla quinta edizione (la prima è del 1998), è introdotta dalle 4 strutture promotrici: Direzioni diocesane Caritas e Migrantes di Roma e Assessorati dalle Politiche Sociali del Comune e della Provincia di Roma. È stato deciso di presentarla dopo la Giornata Mondiale della Pace e quella delle Migrazioni (1° e 16 gennaio) nel corso della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).
 

Essendo gli immigrati i destinatari, la Guida parte dal loro numero. In tutta la Provincia di Roma (la Capitale e gli altri Comuni) sono 405.657 i residenti stranieri all’inizio del 2010, circa un decimo della popolazione totale: tenendo conto anche dei casi in corso di registrazione anagrafica o di regolarizzazione, si arriva a quasi 485.000 presenze. 

IL CENSIMENTO DEI LUOGHI DI CULTO
Gli operatori della Caritas diocesana e dell’Ufficio Migrantes di Roma si sono avvalsi per la compilazione della Guida della collaborazione delle singole comunità religiose. Le strutture censite sono 256, quindi 34 in più rispetto al 2008 (15 in più per i cattolici, 8 per gli ortodossi, 7 per i musulmani, 2 per gli ebrei, 1 per i buddisti, lo stesso numero per i protestanti). 208 strutture sono a Roma e 48 negli altri Comuni della Provincia.
 

OBIETTIVI DELLA GUIDA
 La Guida si è proposta di rispondere alle esigenze spirituali degli immigrati e di porre in evidenza anche il ruolo sociale dei loro centri di preghiera. Nella vita degli immigrati, seppure venuti inizialmente per motivi di lavoro, è insita  una dimensione sociale, culturale e anche religiosa che abbisogna di appositi spazi per esprimersi nelle sue dimensioni rituali e comunitarie. Perciò la Guida ha indicatoi luoghi di culto di tutte le religioni con gli indirizzi, gli orari e i nomi dei responsabili,così che tutti sappiano dove e a chi rivolgersi.

Inoltre, in questi centri si presta attenzione non solo alla dimensione religiosa ma anche a quella sociale e si attivano reti di amicizia e di mutua assistenza con la promozione di diverse iniziative socio-culturali: centri di ascolto e di consulenza, corsi di italiano e di madrelingua, attività sportive, corali, gruppi giovanili e incontri conviviali, in una simbiosi di cura spirituale e di promozione umana. L’immigrato non solo viene aiutato nel processo di integrazione ma, nello stesso tempo, viene portato a salvaguardare il suo legame con la cultura di origine, evitando un pericoloso sdradicamento socio-culturale.


 Il fatto di segnalare anche i luoghi dove pregano i fedeli di altre religioni attesta la necessità di rispettare la libertà di coscienza di ogni persona. Nell’ottica di sensibilizzare al rispetto di tutte le religioni, la Guida – attraverso apposite schede – ne presenta le linee essenziali e le feste principali, inquadrando così in maniera non superficiale i loro messaggi spirituali.

 

È stato il Concilio Vaticano II a raccomandare ai cattolici un atteggiamento sereno di fronte al nuovo panorama multireligioso, evitando due rischi: quello di fare confusione tra le diverse fedi e di rinunciare a testimoniare la propria, e quello di non apprezzare i semi di verità di cui le altre religioni sono portatrici, dimenticando che Dio, Padre di tutti, non può essere invocato per innalzare steccati tra di noi.

A loro volta, il Comune e la Provincia di Roma, sponsorizzando la Guida, hanno voluto continuare la tradizione europea di rispetto dei diritti di ogni persona umana, nella consapevolezza che una genuina politica migratoria si tiene lontana sia dai fondamentalismi religiosi che dagli eccessi

Continua a leggere la presentazione della guida  qui 

 

Messaggio di Benedetto XVI
per la 44ª Giornata Mondiale della Pace

"Libertà religiosa, via per la pace"

Nella libertà religiosa, infatti, trova espressione la specificità della persona umana,
che per essa può ordinare la propria vita personale e sociale a Dio,
alla cui luce si comprendono pienamente l’identità, il senso e il fine della persona.
Negare o limitare in maniera arbitraria tale libertà significa
coltivare una visione riduttiva della persona umana;

oscurare il ruolo pubblico della religione significa generare una società ingiusta,
poiché non proporzionata alla vera natura della persona umana;
ciò significa rendere impossibile l’affermazione di una pace autentica e duratura
di tutta la famiglia umana.           (continua qui)