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Assisi, 18 – 20 Settembre 2016

SETE DI PACE – RELIGIONI E CULTURE IN DIALOGO

SPIRITO DI ASSISI 1986-2016 

30 anni di dialogo interreligioso ed ecumenico

 

Cos’è lo “Spirito di Assisi”, 30 anni di pace

Ad Assisi dal 18 al 20 settembre 2016, sarà celebrato il 30° anniversario della storica giornata del 27 ottobre 1986 voluta da san Giovanni Paolo II, che rappresentò la sorgente di quello “Spirito di Assisi” che si è diffuso da allora in tanti angoli del mondo.

A trenta anni di distanza, ancora una volta, uomini e donne di religione e di cultura si ritroveranno ad Assisi, nella città che San Giovanni Paolo II ebbe a definire “il luogo che la serafica figura di san Francesco ha trasformato in un centro di Fraternità universale”. Il meeting intende raccogliere le sfide del mondo contemporaneo attraverso un dialogo sincero e fattivo, per generare un clima di fiducia, di rispetto e collaborazione, tanto prezioso alla costruzione di un futuro migliore per l’umanità

Il meeting del 30° Spirito di Assisi” si svolge, come è ormai tradizione , attraverso un assemblea plenaria di Inaugurazione, nel pomeriggio di domenica 18 settembre, a cui faranno seguito il lunedì e il martedì mattina, in tre sessioni, circa 30 panel sui temi emergenti del dialogo interreligioso e della giustizia e pace nelle società contemporanee. i tre giorni saranno conclusi da una cerimonia finale in piazza, dove sarà proclamato e firmato un comune appello appello di pace.

I partecipanti previsti, nazionali e internazionali, saranno oltre 400 oltre ad alcune migliaia di convegnisti presenti ai diversi momenti dell’incontro.

L’evento commemorativo, quest’anno, viene promosso dalla Diocesi di Assisi, dalle famiglie Francescane, dalla comunità sant’Egidio insieme ad altri movimenti e aggregazioni ecclesiali, in collaborazione con la conferenza espiscopale Umbra, la Regione Umbria e il Comune di Assisi. Vedrà la partecipazione di leaders delle chiese cristiane e delle grandi religioni, di esponenti del mondo politico e culturale internazionale oltre a rappresentanti di governi provenienti da diverse aree del mondo.

Il meeting di Assisi 2016 avrà luogo, significativamente, nel corso dell’Anno Santo della Misericordia, voluto da Papa Francesco. Si colloca sulla scia di innumerevoli altri incontri nazionali e internazionali vissuti nel trentennio nello “spirito di Assisi”, promossi dalla Comunità Sant’Egidio e da altre aggregazioni ecclesiali.

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Quale futuro per la casa comune?    

Esperienze e Riflessioni Interreligiose su uomo e ambiente

 



Il Convegno ha lo scopo di leggere a tre voci, buddhista, induista e cristiana, gli aspetti antropologici ed economici della crisi del nostro tempo. Ma, soprattutto, vorrà dare testimonianza del fatto che, nella diversità di percorsi, è possibile la collaborazione fra religioni. Siamo convinti, infatti, che mettendo a disposizione i propri doni interiori e risorse concrete, si può contribuire ad arricchire i futuri orientamenti educativi, spirituali, etici e sociali. In ascolto delle domande del nostro tempo.

file attached   brochure_maggio_2016.pdf

 

 

Il Papa incontra leader religiosi -- Foto (c) L'Osservatore Romano)
Un’occasione d’incontro, apertura e fattiva collaborazione nel segno della solidarietà. Questo il senso del Giubileo indetto da Papa Francesco, alla vigilia dell’apertura ufficiale delle celebrazioni, emerso al convegno “Cristiani e musulmani per la misericordia”, svoltosi a Roma e organizzato da Fnsi, Articolo21 e Associazione Giornalisti Amici di padre Dall’Oglio.

Dialogo in quanto relazione fatta di gesti e di azioni concrete, sinonimo del “fare insieme” e non soltanto del sedersi a un tavolo per discutere le proprie opinioni. Ha avuto una radice nelle riflessioni di Papa Francesco sul dialogo interreligioso l’incontro “Cristiani e musulmani per la misericordia”. Sul “vivere insieme” si sofferma Antoine Courban, esperto di relazioni islamo-cristiane all’università Saint Joseph di Beirut, in Libano:

Per troppo tempo abbiamo lasciato il dialogo tra islam e cristianesimo solo tra le mani dei teologi. Abbiamo tentato invano di trovare un denominatore comune il più semplice e basico possibile. Ma questo non è vivere insieme. Dopo gli attentati di Parigi, la natura e il quadro del dialogo tra islam e cristianesimo – e in generale del dialogo interreligioso – deve porsi in termini di diritto pubblico, affinché si possa “organizzare” il vivere insieme. Penso e spero che l’Anno della misericordia sia l’occasione unica, a partire da Roma, per iniziative e parole profetiche, perché è proprio di questo che abbiamo bisogno oggi per diminuire la tensione interreligiosa. In questo momento ci sono diversi tipi di terrorismo: c’è il terrorismo religioso; quello profano, secolare, laico; c’è il terrorismo ideologico; c’è un terrore nazionalista; c’è pure un terrore islamofobico. Tutto questo è un terrore globale. Il mondo in questo momento è diviso in due parti. Da una parte ci sono i radicali – a prescindere dalle religioni, dalle ideologie – e i più violenti sono i ‘Daesh’. E dall’altra parte ci sono i moderati. Il mio appello è, in primo luogo, a scrivere ad ogni costo una “Carta della convivenza nel Mediterraneo” e, in secondo luogo, a dire: “Moderati di tutti i Paesi, uniamoci!”.

A cinquant’anni dalla Dichiarazione conciliare “Nostra aetate”, documento fondamentale per la promozione delle relazioni di rispetto, amicizia e dialogo con le altre religioni, Mohammad Sammak, segretario generale dell’Islamic spiritual summit di Beirut, spiega il significato del concetto di misericordia nella religione islamica:

R. – “Mercy” is the name of God, in Islam, and “Compassionate” is also the name of God. And each verse …
“Misericordia” è il nome di Dio nell’islam, assieme a “compassionevole”. Ogni verso del Corano inizia così: “Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole”. Questo è il quadro delle relazioni tra Dio e il Creato e dovrebbe essere anche la cornice dei rapporti tra tutti gli esseri umani. Ora, se questi principi non sono rispettati da chi parla di islam o fraintende l’islam, questa è un’altra cosa. Viviamo una situazione in cui questi principi non sono rispettati da alcuni che si dicono musulmani, ma mostrano un’immagine diversa dell’islam. Questo è il motivo per cui c’è una reale contraddizione tra quello che l’islam dice e la maniera con cui queste persone si comportano.

LEGGI TUTTA L’INIZIATIVA QUI

 

 

 

 

“Sotto la spada di Cesare”

Roma, 10-12 dicembre 2015, Pontificia Università Urbaniana

Incontro internazionale

sulla risposta dei cristiani alla persecuzione.

L’incontro è organizzato dal:

 Centro per i Diritti Civili e Umani dell’università di Notre Dame

e dal

Progetto per la Libertà Religiosa

presso il

Centro Berkley per la Religione, la Pace e gli Affari Mondiali

della Georgetown University.

 

Parteciperà all’incontro anche l’organizzazione  Oasis, per il dialogo cristiano-islamico nel Mediterraneo.

 

L’integrazione in Europa passa attraverso il dialogo

Comprendere meglio la propria identità religiosa per sanare i conflitti interconfessionali; la guerra in Siria “rischia di continuare anche più di dieci anni”; in Giordania un laboratorio per il confronto tra fedi. Sono questi i temi affrontati nel corso dell’incontro Raccontarsi e lasciarsi raccontare. A che serve il dialogo interreligioso realizzato nell’ambito del progetto Conoscere il meticciato, governare il cambiamento.

 

“In Siria la guerra potrebbe durare più di dieci anni”

Francesca Miglio - Intervista a Bassam Tibi, professore emerito all’università di Goettingen

“Il mondo arabo ha bisogno dei cristiani”, parola di musulmano

Bishara Ebeid - parla il vice direttore del Royal Institute for Inter-Faith Studies Amer al-Hafi

Il dialogo islamo-cristiano e le sue influenze sulla Chiesa di oggi

Andrea Pacini - Cristiani e musulmani devono imparare a “guardarsi negli occhi” in modo nuovo

Islam in Europa: senza il dialogo non ci sarà una vera integrazione

Giorgio Bernardelli - Una relazione costruttiva può nascere soltanto da identità solide e capaci di riconoscersi a vicenda

 

Fedeltà alla propria identità e, insieme, rispetto per le credenze altrui per una vita sociale armoniosa.

E’ a questo concetto che torna più volte Papa Francesco, che parla con sulle spalle una vistosa stola gialla donatagli dal leader indù, rivolgendosi agli esponenti delle diverse religioni al Centro Congressi  di Colombo. Il Papa apre il suo intervento sottolineando che è una grazia per lui visitare la comunità cattolica locale e confermarla nella fede in Cristo, ma che è ugualmente una grazia l’essere con tutti gli uomini e le donne delle altre grandi tradizioni religiose presenti nello Sri LanKa che condividono con i cristiani un desiderio di sapienza, di verità e di santità. Poi ricorda:

“At the Second Vatican Council, the Catholic Church declared….
Nel Concilio Vaticano II la Chiesa Cattolica ha dichiarato il proprio rispetto profondo e duraturo per le altre religioni. Ha dichiarato che «nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto [quei] modi di agire e di vivere, [quei] precetti e [quelle] dottrine» (Nostra aetate, 2). Da parte mia, desidero riaffermare il sincero rispetto della Chiesa per voi, le vostre tradizioni e le vostre credenze”. E’ in questo spirito, dunque, che la Chiesa Cattolica desidera collaborare con tutti, afferma il Papa, per la prosperità di tutti gli srilankesi, così come già sta facendo in vari modi, offrendo opportunità di dialogo reciproco. Dialogo che assume una particolare importanza e urgenza nello Sri Lanka per troppi anni teatro di lotta civile e di violenza”.

 

“But, as experience has shown, for such dialogue…
Ma, come insegna l’esperienza, perché tale dialogo ed incontro sia efficace, deve fondarsi su una presentazione piena e schietta delle nostre rispettive convinzioni. Spero che la collaborazione interreligiosa ed ecumenica dimostrerà che, per vivere in armonia con i loro fratelli e sorelle, gli uomini e le donne non devono dimenticare la propria identità, sia essa etnica o religiosa”.

 

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LA VISITA AL TEMPIO BUDDISTA

Ma c’è stato anche un fuori programma. Francesco si è recato in un tempio buddista. “Il Papa – ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi alla Radio Vaticana – aveva incontrato all’aeroporto un autorevole rappresentate di una delle organizzazioni buddiste, che gli aveva detto che desiderava vederlo e che desiderava incontrarlo. Questo personaggio era anche venuto all’incontro interreligioso di ieri, insieme a tutti gli altri monaci buddisti che erano presenti. Il Papa “ha colto la possibilità di questo tempo di questa sera per fare una rapida visita al centro, in cui c’è anche il tempio e anche la sala religiosa di preghiera di questa comunità buddista. È stato accolto con grande familiarità. Gli è stata spiegata bene la realtà di questo luogo di preghiera e gli è stato mostrato lo Stupa, che contiene reliquie e che è uno degli oggetti sacri che tengono nel tempio, davanti alla statua di Buddha; e lo hanno anche aperto per il Papa, cosa che avviene, sembra, una sola volta l’anno”.

“Quindi – ha proseguito Lombardi – è stata una apertura eccezionale in segno di rispetto, di onore, di amicizia per questa grande autorità religiosa che li ha visitati. Mentre aprivano questo contenitore delle reliquie, alcuni giovani monaci che era lì presenti, hanno recitato un canto, una preghiera con molta naturalezza e semplicità. È stato un momento breve, ma significativo della naturalezza vorrei dire, dello stile familiare con cui il Papa porta avanti i rapporti con le persone, anche delle altre religioni”.
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Papa Francesco: “aberrante uccidere in nome di Dio ma le religioni non si insultano”

Non si può uccidere in nome di Dio. Ma anche la libertà di espressione ha un limite. Che è precisamente quello che “non si può insultare la religione degli altri”. Diretto ed esplicito come di consueto, Francesco non gira intorno ai problemi e ai media francesi che gli pongono la domanda sul rapporto tra libertà di pensiero e libertà religiosa (temi toccati dal Papa anche nei discorsi in Sri Lanka) risponde ribadendo da un lato il principio assoluto della non violenza, ma dall’altro invocando rispetto per le credenze religiose.

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              Il Centro Islamico Culturale d’Italia

e  Religions for Peace/Italia

 

 Vi invitano alla proiezione del film

 IL CUORE DELL’ASSASSINO

di Catherine McGilvray

 

alla presenza della regista  con l’intervento di

 

Shahrzad Houshmand e Lucetta Scaraffia

e del protagonista     Padre Swami Sadanand

 

Sala Convegni del Centro Islamico Culturale d’Italia

Grande Moschea di Roma

 

Giovedì 13 Novembre 2014

ore 17

 Viale della Moschea 85

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Mercoledì 12 Novembre 2014, ore 17,30/19

Presso la
Sala Valdese in Roma,

Via Marianna Dionigi 59  (Piazza Cavour )

 


Presentazione  de

“I CALENDARI di Religions for Peace 2015”

( tema dell’anno: Accogliamoci l’un l’altro )

 

Nell’occasione sarà presentato il libro sul dialogo interreligioso:


“Impensate Vie –

Evoluzione e Sviluppo del Dialogo Ecumenico

ed Interreligioso nella Chiesa Cattolica”

 

di Silvio Daneo

 

 

Sradicare la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani in tutto il mondo entro il 2020 è l’obiettivo di un accordo rivoluzionario annunciato oggi in Vaticano. Questo accordo senza precedenti tra i rappresentanti delle principali confessioni religiose inaugura il Global Freedom Network (GFN) che ha come partner principale anche la Walk Free Foundation. Il memorandum di intesa e la dichiarazione comune che istituisce il Global Freedom Network ha avuto i seguenti firmatari: per conto di Papa Francesco, monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Per conto del grande Imam di Al Azhar, Egitto, il dr Mahmoud Azab. Per conto dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, il rev. Sir David John Moxon, suo rappresentante presso la Santa Sede. Per conto della Walk Free Foundation, Andrew Forrest, fondatore.

La dichiarazione comune resa dai firmatari del Global Freedom Network ha evidenziato la violenta capacità distruttiva della schiavitù moderna e della tratta di esseri umani e ha invitato le altre Chiese cristiane e confessioni religiose del mondo a intervenire. Il Global Freedom Network è un’associazione aperta e altri leader spirituali saranno invitati a aderire a questa iniziativa e a sostenerla.

 

 

Di seguito la Dichiarazione comune:

 

La schiavitù moderna e la tratta di esseri umani sono un crimine contro l’umanità.

 

Lo sfruttamento fisico, economico e sessuale di uomini, donne e bambini condanna 30 milioni di persone alla deumanizzazione e al degrado. Ogni giorno in cui continuiamo a tollerare questa situazione violiamo la nostra umanità comune e offendiamo le coscienze di tutti i popoli.

 

Ogni forma di indifferenza nei confronti delle vittime di sfruttamento deve cessare. Invitiamo tutti i fedeli e i loro leader, tutti i governi e le persone di buona volontà a aderire al movimento contro la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani e a sostenere il Global Freedom Network.

 

Solo attuando, in tutto il mondo, gli ideali della fede e i valori umani condivisi possiamo condurre il potere spirituale, lo sforzo congiunto e l’idea di liberazione a sradicare definitivamente la schiavitù moderna e la tratta di essere umani dal nostro mondo. Il male è opera dell’uomo è può essere combattuto da una volontà ispirata dalla fede e dall’impegno umano.

 

Ringraziamo coloro che sono già impegnati in questa battaglia e speriamo vivamente che questo nuovo progetto serva da ulteriore incoraggiamento per il loro impegno a favore della libertà dei nostri fratelli e sorelle più oppressi.

 

Nonostante gli sforzi di moltissime persone in tantissimi paesi, la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani continuano a crescere. Le vittime sono tenute nascoste: in luoghi di prostituzione, in stabilimenti e nelle campagne, su pescherecci e strutture illegali, in case private dietro porte chiuse e in molti altri luoghi, in città, villaggi e bidonville delle nazioni più ricche e più povere del pianeta.

 

Il Global Freedom Network si avvarrà degli strumenti della fede: la preghiera, il digiuno e la carità. Ci sarà una giornata di preghiera per le vittime e per la loro libertà. Tutti i fedeli e le persone di buona volontà saranno invitati a meditare e ad agire. Delle reti di preghiera specifiche saranno costituite in tutte le parti del mondo.

 

Nel quadro dell’accordo, tutte le parti si impegnano a percorrere tutte le strade possibili per stimolare l’azione globale e sradicare la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani. Nel primo anno saranno messi a punto dei piani per invitare:

 

- tutte le confessioni religiose a vigilare affinché le loro catene di approvvigionamento e investimenti escludano forme di schiavitù moderne e a adottare misure correttive, se necessario;

 

- tutte le confessioni religiose a mobilitare le rispettive sezioni giovanili per sostenere progetti destinati a sradicare la schiavitù moderna;

 

- famiglie, scuole, università, congregazioni e istituzioni a far conoscere la natura della schiavitù moderna e la tratta di esseri umani, a insegnare come denunciarla e a segnalare la capacità distruttiva di atteggiamenti sociali, pregiudizi e sistemi sociali nocivi connessi alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani;

 

- i leader politici a vigilare affinché le loro catene di approvvigionamento escludano forme di schiavitù moderne;

 

- 50 grandi multinazionali i cui CEO sono persone di fede e di buona volontà a garantire che le loro catene di approvvigionamento escludano forme di schiavitù moderne;

 

- 162 governi ad avallare pubblicamente l’istituzione del Global Fund per porre fine alla schiavitù con 30 capi di stato che lo sostengano pubblicamente entro la fine del 2014;

 

- il G20 a condannare la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani e a adottare un’iniziativa contro la schiavitù e la tratta di esseri umani, nonché a sostenere il summenzionato Global Fund.

 

La dichiarazione comune conclude quindi:

 

Il nostro mondo deve essere liberato da questi mali terribili e crimini contro l’umanità. Ogni mano e ogni cuore devono unirsi per garantire questa libertà a tutti coloro che sono imprigionati e soffrono. Questo accordo segna un inizio e una promessa – le vittime della schiavitù moderna e della tratta di esseri umani non saranno dimenticate o ignorate: tutti conosceranno la loro storia. Cammineremo con loro verso la libertà.

 

Nota per gli editori: Definizione di schiavitù

 

Il memorandum di intesa definisce la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani come termine generico che designa la privazione sistematica della libertà dell’individuo. Esso comprende i seguenti tipi di schiavitù moderna, come definiti dai seguenti strumenti internazionali:

 

§ Tratta di esseri umani inclusa la prostituzione forzata – Protocollo di Palermo 2000, Convenzione europea sulla tratta di persone*;

 

§ Schiavitù – Convenzione sulla schiavitù (1926) e Convenzione integrativa sulla schiavitù (1956);

 

§ Lavoro forzato – Convenzione OIL sul lavoro forzato (n. 29, 1930) e Convenzione sull’abolizione del lavoro forzato (n. 105);

 

§ Bambini coinvolti nei conflitti armati – Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia sulla partecipazione dei minori a conflitti armati;

 

§ Prostituzione infantile – Protocollo opzionale alla convenzione dei diritti dell’infanzia sulla vendita di bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini*;

 

§ Forme peggiori di lavoro minorile – Convenzione sui diritti dell’infanzia e la convenzione riguardante il divieto delle peggiori forme di lavoro minorile e le azioni immediate in vista della loro eliminazione (n. 182);

 

§ Servitù per debiti e matrimonio forzato – Convenzione integrativa sulla schiavitù (1956).

 

§ Ogni altra forma di schiavitù moderna e di tratta di esseri umani che il Consiglio ritiene debba essere inclusa nella filosofia e negli obiettivi del presente memorandum di intesa.

 

*L’interesse verte sulle forme di prostituzione forzata e pornografia che rientrano in queste definizioni di schiavitù moderna e tratta di esseri umani.

 

 

Sant’Egidio presenta il Meeting interreligioso 2013:

 ”Il coraggio della speranza”

 

 
Sarà con lo sguardo rivolto alla Siria il XXVII incontro internazionale per la pace organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, quest’anno a Roma dal 29 settembre al 1° ottobre. “Il coraggio della speranza”: questo il titolo dell’appuntamento 2013 presentato ieri a Roma, prevede tra l’altro incontri tra leader religiosi, uomini di cultura e della politica, che – ha anticipato il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo – saranno ricevuti in udienza dal Papa lunedì 30 settembre.
 
Negli anni, gli incontri di pace e preghiera della Comunità di Sant’Egidio non di rado si sono incrociati con eventi epocali, spesso drammatici, per la storia dei rapporti tra Paesi. Dall’11 settembre, dal rischio del conflitto tra civiltà, alla strage di Beslan, nell’Ossezia del Nord, alla “Primavera araba”. A Roma, quest’anno, l’attenzione si concentra sulla Siria, sul conflitto in quel Paese, e in generale sulla situazione nel Medio Oriente. Il titolo: “Il coraggio della speranza”, che prende spunto dagli appelli di Papa Francesco, soprattutto vuole contrastare la convinzione che oggi manchino sia la speranza sia la visione di un mondo nuovo, come ha precisato il presidente Marco Impagliazzo. Nei tre giorni del Meeting, oltre 400 rappresentanti delle grandi religioni ed esponenti della vita politica e culturale europea e mondiale alzeranno la voce in favore della convivenza pacifica tra culture e fedi diverse. La Veglia di Papa Francesco sabato scorso in Piazza San Pietro, ha aggiunto Impagliazzo, “ha dimostrato che la preghiera può spostare il mondo”. Tra i temi trattati dai panel, oltre alla crisi in Siria e in Medio Oriente, l’America Latina di Papa Francesco, il terrorismo religioso, le religioni e la violenza sulle donne, l’immigrazione dall’accoglienza all’integrazione. Ascoltiamo Marco Impagliazzo:
R. – Se c’è un significato oggi di questa preghiera per la pace, “Il coraggio della speranza”, è proprio pregare per la Siria, che sarà il cuore di uno dei momenti fondamentali, che è quello della preghiera. Poi, ci saranno personalità che verranno dal mondo del Medio Oriente e anche dalla Siria – speriamo nel Patriarca della Chiesa greco-ortodossa siriana, nella presenza di vescovi siro-ortodossi e di personalità politiche del Libano – perché occore riflettere anche sul dopo questo conflitto, cioè su come il tema della coabitazione e della difesa delle minoranze – e ribadisco: la difesa delle minoranze cristiane in Siria – debbano diventare capitale in una futura trattativa di pace.
D. – La Comunità di Sant’Egidio ha preso una posizione molto chiara sulla Siria: aprire al dialogo, non ad un’azione di forza, in linea con quello che è il pensiero di Papa Francesco. Ci sono timori, però, che questi appelli non vengano accolti dai leader mondiali…
R. – Fino ad oggi, le diplomazie hanno mostrato un grande limite nel conflitto siriano e c’è voluto l’appello di Papa Francesco per smuovere le coscienze e soprattutto per liberarci da questa empasse che vedeva la violenza e la risposta militare come inevitabili. Il Papa ci ha insegnato che la violenza non è mai inevitabile, può essere evitata, che la guerra porta soltanto altra guerra, ciò che è confermato pienamente dall’esperienza di Sant’Egidio in tante situazioni di conflitto in cui abbiamo mediato e siamo stati facilitatori. E dunque è vero che oggi la situazione è molto drammatica, ma è vero anche che si stanno aprendo degli spiragli importanti, perché la preghiera e il coraggio della speranza sono delle forze che agiscono molto più di quello che noi crediamo.
D. – Le tavole rotonde che animeranno questi giorni attraverseranno molte tematiche, come d’abitudine per gli incontri di Sant’Egidio. Ci si concentrerà molto sulla povertà, sulla fragilità, si parlerà di migrazioni, di anziani e si affronteranno argomenti mai toccati finora, come la violenza sulle donne…
R. – Sì, questo è un tema di cui si è tanto parlato in Italia quest’anno e giustamente, ma che abbiamo visto e riscontrato anche in tante altre società, come quella indiana per esempio e poi anche nelle società musulmane. Noi dobbiamo riflettere e quindi abbiamo interpellato le religioni a prendere una posizione chiara su questo discorso: non solo a prendere una posizione, ma anche a guidare i loro fedeli per un nuovo rispetto e una nuova attenzione verso la parte femminile dei loro popoli.
D. – Scorrendo la lista dei partecipanti, si vedono i nomi di esponenti politici italiani, a cominciare dal premier Letta che sarà presente alla seduta d’inaugurazione. Quale può essere un messaggio per l’Italia oggi?
R. – Il messaggio per l’Italia è proprio il titolo del Convegno “Il coraggio della speranza”. Il nostro è un Paese in cui la speranza si è molto affievolita, la crisi economica ha portato tanta disperazione da una parte e mancanza di speranza dall’altra. Oggi, la nostra gente, soprattutto i più giovani, devono avere il coraggio di sperare perché soltanto la speranza aprirà dei nuovi fattori positivi nella società. Noi non possiamo guardare soltanto al passato: il coraggio della speranza ci aiuta a guardare al futuro con fiducia. E’ vero che c’è la crisi, ma è vero anche che c’è la possibilità di uscire da questa crisi se saremo tutti più uniti e se smetteremo di litigare – troppo si sta litigando in Italia da tanti anni – superando così questo periodo di contrapposizione, anche politica, che ha portato ad un indebolimento della speranza. Il nostro è anche un appello ai leader politici, perché ritornino a far sperare i cittadini italiani.

Mercoledì 29 maggio 2013

presso  il Monastero di Santa Cecilia  in Trastevere/Roma

una delegazione del Coordinamento Italiano di RELIGIONS FOR PEACE incontrerà la delegazione  della: INTERCULTURAL DIALOGUE PLATFORM di Istanbul per uno scambio di esperienze sul ruolo della cooperazione  tra le religioni per la coesistenza pacifica nel Mediterraneo.

L’incontro è aperto.

Al termine chi lo desideri potrà partecipare alla celebrazione dei vespri presso la basilica di Santa Cecilia.

 

L’incontro è co-organizzato da:

 Intercultural  Dialogue Platform– Istanbul, 

 Religions for Peace – Italia,  

Istituto Tevere – Roma (DIALOGO TRA CRISTIANI E MUSULMANI A ROMA)

 

Cari tutti,

in attesa di avervi  nostri graditi ospiti al Convegno, vi ringraziamo  e  porgiamo cordiali saluti.

“Costantino, un modello solo cristiano?  Stato e religioni tra passato, presente e futuro”.
Presso  la Biblioteca dell’Istituto Studi Ecumenici, il 25 maggio, con inizio alle ore 10.00.

In fratellanza

fra Cristian Capuzzo
segretario Istituto Studi Ecumenici

 

“I CALENDARI 2013 di RELIGIONS FOR PEACE”

Venerdì 14 Dicembre 2012, ore 10,30/13

Palazzo Valentini / Provincia di Roma 

Introduce

PAOLO MASINI               Consigliere di ROMA CAPITALE

 Modera

LUIGI DE SALVIA            Religions for Peace / Italia

 Intervengono

ROBERTO CATALANO       Movimento dei Focolari

LISA PALMIERI BILLIG     American Jewish Committee

DARIF AZIZ                     Centro Islamico Culturale d’Italia

ADELINA BARTOLOMEI    Chiesa Valdese

PATRIZIA MICOLI            Unione Buddista Italiana

GUIDO MORISCO            Comunità Bahà’ì Italiana

HARI SINGH KHALSA       Unione Sikh Italiana

 

FEDERICO ROCCA, consigliere di Roma Capitale, porterà il saluto dell’amministrazione capitolina.

 

LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE E L’ECUMENISMO

Convegno nazionale dei Delegati diocesani
Napoli, 19-21 novembre 2012
Il prossimo Convegno nazionale dei Delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso sarà dedicato a “La nuova evangelizzazione e l’ecumenismo”. Si svolgerà a Napoli, presso il Grand Hotel Oriente, da lunedì 19 a mercoledì 21 novembre 2012.

La settima Parola: «Non commettere adulterio»

Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei
17 gennaio 2013
Pubblichiamo il testo del Sussidio per la Giornata ed il modulo con cui i delegati diocesani possono fare richiesta delle copie.

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

18-25 gennaio 2013
“Quest’anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci invita a riflettere sull’importantissimo e ben noto testo del profeta Michea …” Pubblichiamo i testi utili per la prossima Settimana di preghiera.

 

I giovani di Taizé in diocesi di Roma a fine dicembre


La comunità di Taizé, in stretta collaborazione con il Vicariato di Roma e la pastorale giovanile, sta organizzando un incontro europeo di giovani a Roma, che sarà la 35a tappa di un “pellegrinaggio di fiducia sulla terra”. Per parteciparvi, dal 28 dicembre 2012 fino al 2 gennaio 2013 saranno riunite nella capitale italiana diverse decina di migliaia di giovani.
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LA NEWSLETTER DI MISSIONLINE.ORG – 23 OTTOBRE 2012

LA TESTIMONIANZA: «CRISTIANI E MUSULMANI: CHE COSA ABBIAMO IMPARATO IN NIGERIA»

 Che cosa hanno detto al Sinodo due vescovi del Paese da mesi scosso dagli attentati dei Boko Haram: «La nostra esperienza ci insegna che esistono molti tipi di musulmani. Dobbiamo riconoscerli e non chiuderci»

SIRIA E LIBANO: I GIORNI PIU’ DIFFICILI

L’autobomba di Beirut e i rischi di un’estensione del conflitto. Gli attentati e i rapimenti contro i cristiani a Damasco. E intanto i profughi continuano ad aumentare

 IO MUSULMANA E LO «SPIRITO» DI TIBHIRINE

Amal, una ragazza marocchina che vive in Italia, è tornata in Marocco per incontrare il monaco sopravvissuto nel monastero di Midelt. Il suo racconto sul blog di Luigi Accattoli

 

“L’amicizia nelle culture e nelle religioni

Occidente ed Oriente a confronto”

 

25 Ottobre 2012

 Sala della Protomoteca

Piazza del Campidoglio, 55 – Roma

 

26 Ottobre 2012

Aula Volpi – Università degli Studi Roma Tre

Via Milazzo, 11/b – Roma

 

Programma    http://www.religioniperlapaceitalia.org/files/conferenza_internazionale_lamicizia_nelle_culture.pdf

Locandina       http://www.religioniperlapaceitalia.org/files/locandina_a3_-_conferenza_internazionale_lamicizi.pdf

 

Promossa da : RELIGIONS FOR PEACE / Sezione Italiana ed ASUS (Accademia Scienze Umane e Sociali) in collaborazione con  CIRF (Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche), AMICIZIA EBRAICO-CRISTIANA di ROMA, CENTRO ISLAMICO CULTURALE D’ITALIA, AJC (American Jewish Committee), ASSOCIAZIONE PARLAMENTARI AMICI DEL PAKISTAN, ADGI (Associazione Donne Giuriste Italia), ISTITUTO TEVERE/Centro pro Dialogo, CESV (Centro servizi Volontariato), LABORATORIO PER L’ACCOGLIENZA ASL-ROMA E, Associazione FLAGS FOR PEACE, RELIGION TODAY/Filmfestival, Associazione DEMOCRAZIA LAICA, Associazione CASA AFRICA, Associazione CALCIOSOCIALE, Associazione PIUCULTURE, Associazione SPORT SENZA FRONTIERE, Associazione LA TENDA DELL’ABBRACCIO

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FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA SPIRITUALITA’

“DIVINAMENTE ROMA”

Il festival Internazionale della Spiritualità DIVINAMENTE ROMA, con la Direzione Artistica di Pamela Villoresi, giunge al suo quinto appuntamento. Dio Maternamente è il tema di questa edizione. Il “femminile”, nella vita come nelle religioni, ha occupato spesso lo spazio privato, le zone d’ombra, la dimensione più intima, l’accoglienza, la pietas, la gioia. La “dea madre: un luogo a cui far ritorno, dove riscoprire le origini della propria emotività, di ciò che ci rende uomini”.   Artisti di tutto il mondo ce ne parlano attraverso differenti discipline dello spettacolo dal vivo, intrecciando la parola, il gesto, la coreografia, la musica in un cartellone di eventi che si alternano nei luoghi più suggestivi della città, dal 3 al 10 giugno. Roma è il nostro palcoscenico, crogiuolo di genti, culture, fedi. DIVINAMENTE ROMA è sempre un’opportunità di condivisione e conoscenza, la spiritualità una risorsa importante per affrontare meglio questi difficili momenti. Promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, dal Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione e dall’Associazione ARMUSER, Il Festival Internazionale della Spiritualità quest’anno propone:

martedì 5 giugno 2012 ore 20.45 -
Viaggio per un angelo ed un clown / Quisquilla presso il Teatro Argentina

mercoledì 6 giugno 2012 ore 20.45 -
Di Grazia, la Señora presso l’Aranciera di San Sisto

giovedì 7 giugno 2012 ore 20.45 -
Spirito d’acqua presso l’Aranciera di San Sisto

venerdì 8 giugno 2012 ore 20.45 -
Twinklings of hope presso i Musei Capitolini

sabato 9 giugno 2012 ore 20.45 -
E’leos – Tracce intorno alle origini del mito presso La Pelanda

domenica 10 giugno 2012 ore 19.00 -
Dio Maternamente presso la Chiesa di S. Maria dei Funari

GUARDA TUTTO IL PROGRAMMA SU:

http://www.divinamente.info/

 

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SUMMER SCHOOL OF INTERRELIGIOUS DIALOGUE

 

Anche alcune cronache recenti hanno dimostrato quanto gravi e drammatiche siano le conseguenze dell’intolleranza e della mancanza di vere relazioni tra i fedeli e le istituzioni delle varie tradizioni religiose del mondo. La Nigeria, l’India, il Pakistan o le Filippine, solo per menzionare alcuni dei Paesi nei quali si sono recentemente verificati episodi di integralismo e persecuzione particolarmente cruenti, hanno messo la comunità internazionale di fronte alla necessità di prendere provvedimenti nei confronti di tutte quelle nazioni nelle quali viene sistematicamente calpestato il diritto umano a professare liberamente la propria fede religiosa. Se il dialogo interreligioso, però, è une delle urgenze più stridenti del contesto storico attuale, la sua necessità contrasta con una disinformazione diffusa. Sul concetto stesso di “dialogo”, infatti, sui suoi fondamenti teorici, sui suoi fini programmatici e sulle modalità operative attraverso le quali diviene possibile applicarlo in modo proficuo, c’è ancora ignoranza e confusione.

Pertanto, riconoscendo l’importanza e l’urgenza storica del dialogo interreligioso, la Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana, in collaborazione con l’ASUS (Accademia di Scienze Umane e Sociali) istituisce, attraverso l’attivazione dei rispettivi corsi di 5 e 8 ECTS (Dialogo interreligioso e sviluppo dei popoli I e Dialogo interreligioso e sviluppo dei popoli II) una Summer School dedicata all’approfondimento, alla promozione e allo sviluppo di una cultura del dialogo sia all’interno della Chiesa che tra le religioni.

Le lezioni si terranno in inglese.

Gli ECTS sono 8, pari a 200 ore di lavoro dello studente così suddivise:

  • 50 ore di lezione in aula
  • 50 ore di ricerca e approfondimento personale = 4 ECTS
  • 75 ore per la tesina finale = 3 ECTS
  • 25 ore dedicate a visite presso luoghi particolarmente significativi per le diverse religioni (es: Vaticano, Sinagoga, Moschea…) = 1 ECTS

Moduli operativi:

Modulo 1: Cristianesimo

Modulo 2: Religioni Orientali (Buddhismo; Induismo)

Modulo 3: Islam

Modulo 4: Ebraismo

Modulo 5: Dialogo Interreligioso e sviluppo dei popoli.”

Tematiche che si affronteranno nei 5 moduli dedicati alle diverse religioni:

Il testo sacro

L’antropologia

L’etica

Il contributo delle religioni allo sviluppo dei popoli

L’iscrizione al corso nella modalità del solo modulo base (5 ECTS: 125 ore di lavoro dello studente) non prevede la realizzazione della tesina finale.

PER  INFORMAZIONI E ISCRIZIONE  VISITA IL BLOG:

http://www.summerschoolrome.it/

 

SCARICA   IL PROGRAMMA:

BrochureSummerSchool.def

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Nel 50° anniversario dell’apertura

del Concilio Vaticano II,

 l’Istituto di Studi Ecumenici invita a riflettere

sulla valenza ecumenica del Concilio

con un convegno dal titolo:  

Per un futuro ecumenico del Vaticano II

che si terrà il 29 marzo 2012.

Intervengono i proff. Alberto Melloni,

Riccardo Burigana, Giovanni Vian

e i mons. Luigi Bettazzi e Agostino Marchetto.

locandinaconvegno

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SETTIMANA DI INCONTRI A ROMA

SUL RUOLO DELLE RELIGIONI

RISPETTO A DIRITTI UMANI,  ACCOGLIENZA

E PREVENZIONE DEI CONFLITTI

 

 

MARTEDI’ 13 MARZO   

Convegno organizzato dall’associazione CASA AFRICA sul tema della giustizia in riferimento agli immigrati ed ai rifugiati politici in Italia, un tema centrale per quanti considerano l’azione comune per  l’applicazione dei diritti umani, in particolare nelle situazioni più vulnerabili,come il pilastro più importante per la costruzione della pace. Dato che si svolge in una sede istituzionale della Camera dei Deputati, è necessario accreditarsi entro venerdì 9 Marzo  ( [email protected] )

CasaAfrica parla di Giustizia

 

 

MERCOLEDI’ 15 MARZO

Tavola rotonda presso il Policlinico “A. Gemelli”,  Roma,  sul tema  ” LE VARIE FORME RELIGIOSE RICONCILIATE ATTORNO ALLA PERSONA DEL MALATO “.

Tavola rotonda interreligiosa Policlinico Gemelli

 

VENERDI’ 16 MARZO

Giornata di studio ” RELIGIONI E CONFLITTI REGIONALI ” che si svolgerà  presso la sede Cesv  (Centro Servizi per il Volontariato ) in Via Liberiana 17 , Roma.

 

VENERDI’ 16 MARZO ( In serata )

Conclusione della rassegna romana dall’archivio del Religion Today Filmfestival presso il Nuovo Cinema Aquila, sul tema della scorsa edizione dedicata al tema

” POVERTA’. PROBLEMA O OCCASIONE? “.  Si approfondirà il tema  con due intense produzioni italiane e alcuni inserti teatrali dallo spettacolo di Giovanni Scifoni   “Guai ai ricchi”. 

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MERCOLEDI’ 21 DICEMBRE 2011 ORE 16,30
SALA DEL CARROCCIO, CAMPIDOGLIO, ROMA
Presentazione de “I CALENDARI 2012” di RELIGIONS FOR PEACE

“LE RELIGIONI ED IL TEMA DELLA LUCE”

Introducono:
Luigi De Salvia, segretario nazionale di RELIGIONS FOR PEACE
Paolo Masini, Vice-Presidente Commissione Cultura “ROMA CAPITALE”

Saluto di Federico Rocca, Delegato di “ROMA CAPITALE”
per i rapporti con le istituzioni europee

Intervengono:
Rav Vittorio Della Rocca, comunità ebraica di Roma
Padre Bruno Secondin, teologo Pontificia Università Gregoriana
Shahrzad Houshmand,
docente musulmana Pontificia Università Gregoriana
Maria Angela Falà, Segretario Generale
Unione Buddhista Italiana
Franco Di Maria, Presidente
Unione Induista Italiana
Smiti Tanya Gupta, Università degli Studi di Roma "la Sapienza"
Hari Singh Khalsa, Rappresentante
Comunità Sikh in Italia
Guido Morisco, Direttivo nazionale
Comunità Baha’ ì
Conclude : Pietro Cocco, giornalista, Movimento dei Focolari

 

 

www.religioniperlapaceitalia.org

 

 

 ALCUNI PASSI DEL DISCORSO DI PAPA BENEDETTO XVI
Sono passati venticinque anni da quando il beato Papa Giovanni Paolo II invitò per la prima volta rappresentanti delle religioni del mondo ad Assisi per una preghiera per la pace.
Che cosa è avvenuto da allora? A che punto è oggi la causa della pace?

(…) Nel 1989, tre anni dopo Assisi, il muro cadde senza spargimento di sangue. All’improvviso, gli enormi arsenali, che stavano dietro al muro, non avevano più alcun significato. Avevano perso la loro capacità di terrorizzare. La volontà dei popoli di essere liberi era più forte degli arsenali della violenza. (…)  

Cerchiamo di identificare un po’ più da vicino i nuovi volti della violenza e della discordia. (…) Anzitutto c’è il terrorismo, nel quale, al posto di una grande guerra, vi sono attacchi ben mirati che devono colpire in punti importanti l’avversario in modo distruttivo, senza alcun riguardo per le vite umane innocenti che con ciò vengono crudelmente uccise o ferite. Agli occhi dei responsabili, la grande causa del danneggiamento del nemico giustifica ogni forma di crudeltà. Viene messo fuori gioco tutto ciò che nel diritto internazionale era comunemente riconosciuto e sanzionato come limite alla violenza. Sappiamo che spesso il terrorismo è motivato religiosamente e che proprio il carattere religioso degli attacchi serve come giustificazione per la crudeltà spietata, che crede di poter accantonare le regole del diritto a motivo del "bene" perseguito. La religione qui non è a servizio della pace, ma della giustificazione della violenza.

La critica della religione, a partire dall’illuminismo, ha ripetutamente sostenuto che la religione fosse causa di violenza e con ciò ha fomentato l’ostilità contro le religioni.Che qui la religione motivi di fatto la violenza è cosa che, in quanto persone religiose, ci deve preoccupare profondamente.  (…)

Ed altri obietteranno: ma esiste veramente una natura comune della religione, che si esprime in tutte le religioni ed è pertanto valida per tutte?

Queste domande le dobbiamo affrontare se vogliamo contrastare in modo realistico e credibile il ricorso alla violenza per motivi religiosi.
 
Qui si colloca un compito fondamentale del dialogo interreligioso – un compito che da questo incontro deve essere nuovamente sottolineato.Come cristiano, vorrei dire a questo punto: sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna.

Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura. Il Dio in cui noi cristiani crediamo è il Creatore e Padre di tutti gli uomini, a partire dal quale tutte le persone sono tra loro fratelli e sorelle e costituiscono un’unica famiglia. La Croce di Cristo è per noi il segno del Dio che, al posto della violenza, pone il soffrire con l’altro e l’amare con l’altro. Il suo nome è "Dio dell’amore e della pace" (2 Cor 13,11). È compito di tutti coloro che portano una qualche responsabilità per la fede cristiana purificare continuamente la religione dei cristiani a partire dal suo centro interiore, affinché – nonostante la debolezza dell’uomo – sia veramente strumento della pace di Dio nel mondo.

(…) Qui non vorrei però soffermarmi sull’ateismo prescritto dallo Stato; vorrei piuttosto parlare della "decadenza" dell’uomo, in conseguenza della quale si realizza in modo silenzioso, e quindi più pericoloso, un cambiamento del clima spirituale. L’adorazione di mammona, dell’avere e del potere, si rivela una contro-religione, in cui non conta più l’uomo, ma solo il vantaggio personale. Il desiderio di felicità degenera, ad esempio, in una brama sfrenata e disumana quale si manifesta nel dominio della droga con le sue diverse forme. Vi sono i grandi, che con essa fanno i loro affari, e poi i tanti che da essa vengono sedotti e rovinati sia nel corpo che nell’animo. La violenza diventa una cosa normale e minaccia di distruggere in alcune parti del mondo la nostra gioventù. Poiché la violenza diventa cosa normale, la pace è distrutta e in questa mancanza di pace l’uomo distrugge se stesso.

L’assenza di Dio porta al decadimento dell’uomo e dell’umanesimo. Ma dov’è Dio? Lo conosciamo e possiamo mostrarLo nuovamente all’umanità per fondare una vera pace? (…)

Accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, nel mondo in espansione dell’agnosticismo, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio. Persone del genere non affermano semplicemente: "Non esiste alcun Dio". Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono "pellegrini della verità, pellegrini della pace". Pongono domande sia all’una che all’altra parte. Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c’è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri. (…)

 
Per questo ho appositamente invitato rappresentanti di questo terzo gruppo al nostro incontro ad Assisi, che non raduna solamente rappresentanti di istituzioni religiose. Si tratta piuttosto del ritrovarsi insieme in questo essere in cammino verso la verità, dell’impegno deciso per la dignità dell’uomo e del farsi carico insieme della causa della pace contro ogni specie di violenza distruttrice del diritto.

In conclusione, vorrei assicurarvi che la Chiesa cattolica non desisterà dalla lotta contro la violenza, dal suo impegno per la pace nel mondo. Siamo animati dal comune desiderio di essere "pellegrini della verità, pellegrini della pace". Vi ringrazio.

ALCUNE RIFLESSIONI DI BARTOLOMEO I
 ''Dobbiamo opporci alla deformazione dei messaggi delle religioni e dei loro simboli da parte degli autori di violenza''. E' il messaggio lanciato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli nella sua testimonianza.  Per il rappresentante ortodosso, 25 anni dopo l'incontro dell'86, dieci anni dopo l'11 settembre e ''nel momento in cui le 'primavere arabe' non hanno messo fine alle tensioni intercomunitarie, il posto delle religioni tra i fermenti in atto nel mondo resta ambiguo''. Bartolomeo I ha messo in guardia contro la ''cresciuta marginalizzazione delle comunita' cristiane nel Medio Oriente''.  "I responsabili delle religioni – questo il suo appello – devono farsi carico del processo di ristabilimento della pace. Poiche' il solo modo di levarci contro la strumentalizzazione bellicista delle religioni è di condannare fermamente la guerra e i conflitti e di porci come mediatori di pace e di riconciliazione''.  Inoltre contro ''l'indifferenza'' e i ''particolarismi'', e contro''l'odio, il conflitto, la violenza'' che ne nascono, ''solo il dialogo  è   una soluzione percorribile e a lungo termine''.

 
ALCUNE RIFLESSIONI DI KYAI HAJI MUZADI
Le divisioni e i contrasti tra le religioni nascono dalla ''mancanza di comprensione piena e completa'' e quindi dalla ''distorsione'' della religione stessa, oltre che da ''strumentalizzazioni'' per finalita' estranee alla religione. E' quanto ha sostenuto il  segretario generale della Conferenza Internazionale degli Studiosi islamici (Icis).
 
Quando i seguaci ''sbagliano nel comprendere gli aspetti sociali della religione – ha detto Muzadi -, allora l'errore finisce per avere conseguenze sull'intera societa', nella forma di tensioni sociali o perfino di conflitti sociali. E tali conflitti sociali possono scivolare persino in forme di conflitto tra Stati nel mondo''.
''Ogni religione possiede la propria identita' – ha detto il rappresentante islamico -. Tra religioni vi sono somiglianze e differenze''. Ma ''un carattere comune ad ogni religione e' la speranza per la creazione di armonia tra gli uomini, pace, giustizia, prosperita' e di un migliore livello di vita''. 

ALCUNE RIFLESSIONI DEL RABBINO DAVID ROSEN
''Un debito di gratitudine alla memoria del Beato Giovanni Paolo II'' per aver dimostrato ''in una maniera cosi' visibile'' l'aspirazione degli uomini e delle donne di fede la loro aspirazione alla pace. E ''dobbiamo essere profondamente grati al suo successore, Papa Benedetto XVI per aver continuato questo cammino''.
''I saggi del Talmud – ha detto il Rabbino – ci insegnano che pace non solo e' il nome di Dio, ma e' anche il prerequisito indispensabile per la redenzione''. ''Inoltre – ha aggiunto – i nostri saggi sottolineano che non vi e' altro valore per cercare il quale siamo obbligati ad uscire dalla nostra strada, come accade per la pace''.
''Possa l'incontro di oggi rinvigorire tutti gli uomini e dorme di fede e di buona volonta' per moltiplicare i nostri sforzi e fare di questo obiettivo una realta', realta' che porti vera benedizione e guarigione all'umanita', come sta scritto: 'Pace, pace ai lontani e ai vicini e io li guarirò'' .

 


 MAI  PIU'  VIOLENZA
MAI   PIU'   GUERRA
MAI   PIU'   TERRORISMO

 

 

·  10,15: Le Delegazioni trovano posto nella Basilica di S. Maria degli Angeli.
All’esterno della Basilica sono previsti maxi schermi per i pellegrini.
  Il Santo Padre è ricevuto sulla soglia della
Basilica di Santa Maria degli Angeli da:
  1. P. José Rodriguez Carballo – Ministro Generale Frati Minori
2. P. Marco Tasca – Ministro Generale Frati Minori Conventuali
3. P. Mauro Jöhri – Ministro Generale Frati Minori Cappuccini
4. P. Michael J. Higgins -
Ministro Generale Terz’Ordine Regolare San Francesco
  Il Santo Padre a Sua volta accoglie sulla porta della Basilica
i Capi Delegazione,
che gli saranno presentati dai Cardinali Capi Dicastero coinvolti,
e che prenderanno posto sul palco.
  - Saluto Card. Turkson
- proiezione di un video a memoria dell’incontro del 1986
- intervento di Sua Santità Bartolomeo I
(Arcivescovo di Costantinopoli, Patriarca Ecumenico)
- intervento di Sua Grazia Dott. Rowan Douglas Williams
(Arcivescovo di Canterbury – Primate della Comunione Anglicana)
- intervento di Sua Eminenza Norvan Zakarian
(Arcivescovo Primate della Diocesi Armena in Francia
- brano d’organo
- intervento di Rev. Dott. Olav Fykse Tveit
(Segretario Generale Consiglio Ecumenico delle Chiese)
- intervento di Rabbi David Rosen
(Rappresentante Gran Rabbinato d’Israele
- intervento di Prof. Wande Abimbola (Portavoce IFA e Religione Yoruba)
- brano d’organo
- intervento di Acharya Shri Shrivatsa Goswami
(Rappresentante della Religione Induista)
- intervento di Most Ven. Ja-Seung
(Presidente di "Jogye Order", Buddhismo Coreano)
- intervento del Dott. Kyai Haji Hasyim Muzadi
(Segretario Generale della Conferenza Internazionale
delle Scuole Islamiche
)
- intervento della Prof.ssa Julia Kristeva (Rappresentante Non Credenti)
- brano d’organo

- Intervento del Santo Padre Papa Benedetto XVI

 

12,30: Terminato l’incontro in Basilica, il Santo Padre e i Capi Delegazione
entrano nel convento della Porziuncola. All’ingresso il Santo Padre è accolto da:
  1. P. Fabrizio Migliasso – Custode
2. P. Massimo Lelli – Rettore della Basilica

Seguono tutti i membri delle Delegazioni

 

13,00: Pranzo frugale nei Refettori del Convento di S. Maria degli Angeli.

 

13,45-15,30:
Tempo di silenzio, per la riflessione e/o la preghiera personali.
A ciascuno dei partecipanti sarà assegnata una stanza
nella casa di accoglienza adiacente al Convento di S. Maria degli Angeli.
13,45:
I Giovani, si mettono in cammino dalla Basilica di S. Maria degli Angeli
verso la piazza San Francesco, luogo in cui si sono tenuti i precedenti raduni.
15,15:

Le Delegazioni vengono accompagnate con Mini Bus
alla piazza San Francesco
e prendono subito posto nel settore loro riservato.
Durante l’arrivo delle Delegazioni i cori del Gen Verde, Gen Rosso e
Interfrancescano eseguono vari canti e coreografie:

  1. Coro Interfrancescano
2. Gen Verde
3. Gen Rosso
4. Coro Diocesano
15,45:

Il Santo Padre e i Capi Delegazione percorrono a piedi il tratto dall’uscita
della Basilica di Santa Maria degli Angeli a piazza Los Angeles,
dove prenderanno posto sui Mini Bus, per giungere a piazza San Francesco.

16,30:

Incontro conclusivo:

  - saluto introduttivo del Card. Tauran
(Presidente del Pontificio Consiglio
per il Dialogo Interreligioso
)

- Rinnovo Solenne dell’Impegno per la Pace.
Durante la lettura unico sottofondo musicale
per tutta la durata degli impegni

- Introduzione di S.S. Bartolomeo I (
Arcivescovo di Costantinopoli, Patriarca Ecumenico)
- Federazione Luterana Mondiale
- Sikh
- Sua Eminenza Aleksandr (Patriarcato di Mosca)
- Alleanza Mondiale Battista
- Mussulmano
- Metropolita Gregorios
(Patriarcato Siro – ortodosso di Antiochia)
- Confuciano
- Mussulmano
- Buddhista
- Rabbino
- Rev. Dr. Setri Nyomi
(Comunione Mondiale delle Chiese Riformate)
- Guillermo Hurtado (Rappresentante Non Credenti)

- Conclusione del Santo Padre Benedetto XVI
- momento di silenzio
- gesto simbolico (accensione e consegna delle lampade ai Capi Delegazioni). D
urante la consegna delle lampade il Coro esegue la "Preghiera Semplice".
Terminato il canto i ragazzi ritirano le lampade dai Capi Delegazione.

- Monizione del Cardinale Koch
(Presidente del Pontificio Consiglio per
la Promozione dell’Unità dei Cristiani
)

- Scambio della pace tra i Delegati.
- Congedo del Santo Padre Papa Benedetto XVI
- canto finale "Cantico delle Creature"
(eseguito dal Coro della Diocesi di Assisi)
18,00:

Il Santo Padre e i Capi Delegazione che lo desiderano sosteranno brevemente
davanti alla tomba di San Francesco.

 
Il 27 ottobre 2011 Benedetto XVI si recherà ad Assisi
insieme ai leader delle religioni del mondo

per fare memoria del primo storico incontro
voluto da Giovanni Paolo II nel 1986
e per rilanciare l'impegno delle religioni
in favore della pace.

Saranno ben 176 i leader delle religioni mondiali.
Oltre a loro saranno presenti:
il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I,
il primate anglicano Rowan Williams,
il segretario del Consiglio ecumenico delle Chiese: Olev Tveit
esponenti di altre confessioni cristiane
e cinque esponenti  di coloro che
non aderiscono a nessun credo religioso.

Leggi tutto l'articolo su missio-on line: qui

 

Clicca qui per leggere i dettagli su che cosa sarà l'appuntamento di Assisi, chi sarà presente e come si svolgerà offerti nella conferenza stampa di presentazione tenuta in Vaticano il 18 ottobre
 

Clicca qui per scaricare dal blog «Spirito di Assisi» curato dai frati minori alcuni materiali suggeriti per l'animazione di alcuni momenti di preghiera nelle proprie comunità. Tra le proposte anche alcuni testi sulla pace nelle diverse tradizioni religiose

 

Clicca qui     per leggere l'intervista di Chiara Zappa al teologo francese Jean-Marie Ploux «L'imperativo del dialogo», pubblicata su Mondo e Missione di ottobre 2011, che ripercorre i 25 anni da Assisi nella chiave del dibattito di oggi, affrontando anche i temi del relativismo e della laicità


 

Clicca qui per leggere l'editoriale del numero di ottobre 2011 di Mondo e Missione in cui Gerolamo Fazzini invita a un salto di qualità in Italia nel dialogo con l'islam attraverso l'istituzione di un apposito Servizio nazionale


Clicca qui
per rileggere il discorso tenuto da Giovanni Paolo II ai leader religiosi il 27 ottobre 1986


ad Assisi ho sentito...
 

 Non c’è una strada per la pace,  la strada è la pace
            Mahatma Gandhi
 

Il nostro viaggio per la pace comincia oggi e ogni giorno.
Ogni passo è una preghiera, ogni passo è una meditazione,
ogni passo costruirà un ponte.
Ancora una volta stiamo camminando..
                                   Moha Ghosananada
 

Chiunque oggi mi è amico sia in pace,
chiunque mi è nemico, sia pure lui in pace

Veda
 
Il saggio che ricerca il bene e ha raggiunto la pace,
…così ama ogni creatura vivente
Suttanipata
 
Se il nemico propende per la pace,
propendi anche tu verso la pace
e abbi fiducia in Dio

Corano, Sura 8, 61
 

O grande Spirito, io alzo la mia pipa, segno di pace,
verso di Te, verso i tuoi messaggeri e verso la Madre Terra

 Dalla preghiera di Assisi del 1986 degli Indiani di America
 
 
Dio Onnipotente, Tu sei la pietra angolare della Pace.
Voi spiriti ed antenati, donateci la pace
 Dalla preghiera di Assisi del 1986 di tradizione africana
 

 
Dio di bontà, unisci tutti gli essere e stabilisci la pace suprema
 Bahaullàh di Fede Baha’i
 

  
Siate uniti; parlate in armonia
Che le nostre menti apprendano in maniera simile
La conclusione della nostra assemblea sia condivisa da tutti
la soluzione dei nostri problemi sia comune
le nostre  delibere siano adottate alla unanimità
Nella stessa linea siano i nostri sentimenti nei confronti degli altri esseri
I nostri cuori restino uniti, le nostre intenzioni siano comuni
Preghiera indù tratta dall’Upanishads