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Il testimone del mese

Myrna Nazour_Pagina_01
Mirna Nazzour 

In questi anni la casa di Soufanieh ha accolto cordialmente i pellegrini, in tutta la sua semplicità, come ai primi giorni degli avvenimenti. Myrna, Myriam, John-Emmanuel, Nicolas e sua madre Alice, continuano ad accogliere cordialmente pellegrini di tutte le confessioni, provenienti da tutto il mondo, con semplicitá, umiltà, generosità, impregnata dello spirito del vangelo e con un dono totale che riflette la loro missione.
 

Scarica tutta l'intervista:
Myrna Nazour

 

 


Sono cattolica e mio marito è ortodosso, ma questo non ci impedisce di amarci. Tutti abbiamo una famiglia alla quale apparteniamo, ma dobbiamo amarci indipendentemente dalle nostre origini, pregare insieme, prendere parte insieme all’eucarestia, senza che nessuno impedisca all’altro di amare Cristo. Per me ci sarà unità quando vedrò un vescovo ortodosso e uno cattolico celebrare insieme la messa. Quando ci sarà unità tra i cristiani, le varie sètte si ridurranno notevolmente. Se esistono, infatti, è solo per la nostra debolezza. Dobbiamo unirci e lavorare insieme. Quando lo faremo, riusciremo ad occuparci di un maggior numero di anime. Dio è molto più contento e soddisfatto di noi se ci impegniamo a raccogliere anime piuttosto che a costruire chiese, perché non ha bisogno di una dimora di mattoni, ma dei cuori della gente.

 

 

http://www.soufanieh.com/ITALIAN/general.htm

 


Il libro del mese

 Il testo accompagna alla scoperta di come Maria
non sia soltanto nel cuore della fede, pietà e arte del mondo cattolico
ma sia presente anche nell'Islam
,
attraverso testimonianze, racconti e prassi che a volte differiscono
dalla tradizione cristiana e tuttavia ne mantengono
le caratteristiche fondamentali
di madre vergine di Gesù, l'eletta da Dio.

Luigi Bressan, in due ampi capitoli, mostra l'evoluzione storica
nell'iconografia musulmana della figura di Maryam,
arricchendo la ricerca con la riproduzione di oltre settanta immagini
che vanno dal Bangladesh all'India,
alla Persia e all'Impero ottomano, (..)
Molte miniature, difficilmente rintracciabili,
sono qui raccolte per la prima volta.
 
Unica per la ricchezza di testimonianze pittoriche
e la multidisciplinarità delle prospettive,

quest'opera non mancherà di suscitare sorprese,
offrendo un contributo
al dialogo interculturale e interreligioso.


Molti sono i santuari mariani dell'Oriente
dove cristiani e musulmani
venerano Maria, madre di Gesù


 PAKISTAN,
"MARIAMABAD"

 
Cristiani, musulmani e indù pellegrini a
Mariamabad, il villaggio di Maria
Nel 2009 ha compiuto 60 anni la festa dedicata alla Madonna in una delle più antiche località cristiane del Paese.  Nella storia del luogo anche il racconto della mucca portata da una famiglia islamica per ringraziare di un miracolo.

 SIRIA
"SANTUARIO
DI SEDNAYA"

 
30 km a sud di Damasco e si afferma che di tutto il Medio Oriente sia la località più visitata da pellegrini, dopo Gerusalemme.  Essa è considera­ta anzitutto il posto dove Noè piantò la prima vigna e spremet­te il primo vino dopo il diluvio u­niversale. Ma soprattutto vi si ve­nera un’immagine della Madon­na, dipinta – si afferma – dallo stesso evangelista san Luca, at­torno alla quale nel 594 fu co­struito un santuario per volere dell’imperatore Giustiniano, do­po che ebbe una visione della Vergine mentre egli era a caccia.    Il monastero è retto da ortodossi ed è frequentatissimo; molte so­no le donne di diverse religioni che ci vengono, an­che perché è fede condivisa che chi passa una notte in preghiera in quel santuario otterrà di sicu­ro il dono della maternità.

 

 LIBANO
"NOSTRA SIGNORA
                              DEL LIBANO"

La devozione islamica verso la Madonna si riscontra in modo evi­dente a chi visiti il Santuario di Nostra Signora del Libano sopra Beirut, ma essa è un fatto presen­te nel mondo intero e corrispon­de all’eccezionalità della figura di Maryam secondo lo stesso Cora­no. Recentemente, cristiani e musulmani del Libano hanno proposto di proclamare il 25 marzo, festa dell’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria, festa nazionale. L’idea è stata uf­ficialmente accolta dal primo mi­nistro Saad Hariri, sunnita mu­sulmano, e dichiarata, a partire dal 2010, ricorrenza festiva «na­zionale islamo-cristiana». La na­zione che più riscontra una tale realtà è la Siria.

 Per approfondire clicca   qui  e    qui 

 

  • 2 or 5

    • Ascension of Christ – Orthodox Christian
    • Ascension of Jesus – Christian  Catholic
  • 8-9

    • Shavuot * – Jewish
  • 9

    • Saint Columba of Iona – Celtic Christian
  • 12

    • Pentecost - Christian
  • 16

    • Guru Arjan Dev martyrdom – Sikh
  • 19
  • 21  Solstice

    • First Nations Day - Canadian Native People
  • 23

    • Corpus Christi- Catholic Christian
  • 28

    • Lailat al Miraj * ** – Islam
  • 29

    • Saints Peter and Paul – Christian Catholic

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 IRAQ    a Kirkuk
cristiani e musulmani uniti

hanno pregato la Madonna
per la pace nel Paese
  

 

Il 31 Maggio si è concluso il mese dedicato dalla Chiesa alla Madonna, una figura onorata non solo dai cristiani. Per l’occasione, questa mattina l’arcivescovo caldeo di Kirkuk ha invitato le autorità politiche e religiose musulmane, per una preghiera comune per la Pace. (…) la città è stata colpita nelle ultime settimane da una serie di attentati e violenze che ha “scioccato” la popolazione.
 

La preghiera ha avuto luogo  nella cattedrale, la corale ha cantato inni mariani, l’assemblea interconfessionale ha recitato i salmi 62 e 121, un diacono ha intonato l’Annunciazione a Maria, tratta dal Vangelo di Luca, e un imam la Surat di Myriam, sullo stesso tema.
 

 Il momento più toccante, tuttavia, è stato la recita della preghiera universale alla Vergine, per chiedere la pace e la sicurezza, letta all’unisono da donne cristiana e musulmane in quattro lingue: araba, curda, turcmena e caldea.
 

 

Al termine delle celebrazioni, un imam sciita turcmeno, un imam sunnita arabo, un imam curdo e l’arcivescovo hanno lanciato delle colombe quali simbolo della pace.

 

Alla celebrazione hanno partecipato il vice-governatore in rappresentanza delle istituzioni (il governatore era impegnato fuori città) e le famiglie di alcune vittime del terrorismo estremista a Kirkuk, cristiane e musulmane. Ashur Yacob Issa, rapito e torturato a morte a metà mese, e un ufficiale di polizia musulmano, massacrato con altri 27 il 16 maggio.

 

La cattedrale era colma di gente, fedeli cristiani e musulmani di entrambi i sessi, senza divisioni né barriere. Nel suo intervento, mons. Sako ha sottolineato il valore “dell’incontro fra cristiani e musulmani di Kirkuk”, in un periodo di “sofferenze” attraversate nelle ultime settimane a causa di “una violenza cieca e mortale”.

 

 

Mons. Sako  ha augurato che i cristiani e i musulmani diventino insieme “pilastri fondamentali per la città e dell’intero Paese per fede, cultura e morale” quali sostenitori “della pace, della giustizia e del diritto”. “Noi cristiani irakeni – conclude il prelato – siamo legati ai nostri fratelli musulmani, alle nostre radici e alla terra irakena. Siamo pronti a contribuire con qualsiasi sforzo per la riconciliazione, senza confinarci in ghetti chiusi e isolati dagli altri, né nei campi profughi allestiti per i migranti della diaspora”. (R.P.)

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