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Entries tagged with “manifestazioni”.


“Flags For Peace”
e la sezione italiana di “Religions for Peace”
con il Patrocinio del comune di Assisi,
 organizzano per
mercoledì 21 settembre 2011:

“Le bandiere del mondo per una sinfonia di Pace”

 
Dopo un’invocazione di pace per ognuna delle 200 bandiere 
nella piazza del Comune di Assisi, le stesse,
portate da studenti della città
e da delegazioni provenienti da altre località,
sfileranno fino alla Basilica di  San Francesco.
Si uniranno alla cerimonia di invocazione della pace
i partecipanti alla tavola rotonda
“Pace – Diritti Umani – Cooperazione Internazionale”,
che si svolge lo stesso giorno in Assisi nell’ambito del

XVI Festival Internazionale per la Pace
promosso dall’associazione UNITED  ARTISTS  FOR PEACE.

Bandiere del mondo per una Sinfonia di Pace

 

Il World Scout Jamboree (WSJ) è il più grande evento per giovani organizzato dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout: ogni 4 anni, decine di migliaia di ragazze e ragazzi da ogni parte del mondo si riuniscono in una “città fatta di tende” per due settimane di attività comuni. Si tratta di un evento veramente unico nel suo genere, dove 40.000 giovani vivono ed imparano insieme. ll prossimo WSJ si terrà in Svezia nella località di Rikanby dal 27 Luglio al 7 Agosto 2011.

Essendo prima di tutto un evento educativo per la promozione della la pace e della differenza culturale, si tratta di una fantastica esperienza di multiculturalismo vissuto in prima persona, dove ragazze e ragazzi hanno l’opportunità di interagire con altri giovani provenienti da differenti paesi e culture costruendo insieme solidarietà e comprensione al di là delle barriere culturali e geografiche.

I ragazzi , di età compresa fra i 14 ed i 17 anni, partecipano all’evento in gruppi nazionali, chiamati Contingenti. Ogni Paese ha il proprio contingente e l’Italia in Svezia sarà rappresentata dalla Federerazione Italiana dello Scautismo con con ben 1300 partecipanti

Si tratterà di un vero e proprio esercizio di peace building su larga scala!.  Il tema scelto per questa edizione del WSJ è Simply Scouting – Semplicemente Scout: per tutta la durata dell’evento le ragazze ed i ragazzi partecipanti svilupperanno nuove capacità e condivideranno le loro competenze ed esperienze, lavorando al contempo per una più grande capacità di comprensione delle altre culture facendo quello che amano di più: semplicemente scautismo! All'interno del tema “Simply Scouting” ci sono tre concetti importanti, che saranno presenti in ogni aspetto del WSJ:

1.    Meetings – Incontri

Conoscere nuove persone, stili di vita, culture e abitudini diverse dalle proprie è una delle caratteristiche dello Scoutismo ed in particolare del WSJ. Il ventiduesimo WSJ incoraggerà incontri tra persone di differente cultura, religione, paese e contingenti. I partecipanti potranno scoprire come uno straniero in realtà altro non è che un nuovo amico.

2.    Nature – Natura

Principio essenziale del metodo educativo scout è la vita all'aria aperta. Il WSJ in Svezia sarà a stretto contatto con la natura: i partecipanti vivranno per due settimane in un campo immenso circondato da alberi e arbusti; l'ambiente naturale sarà strumento di “apprendimento”, se ne scoprirà sia la vulnerabilità, sia ciò che come individui possiamo fare per proteggere meglio il mondo in cui viviamo.

3.    Solidarity – Solidarietà

Ogni scout è fratello di tutti gli altri scout, perché parte di un movimento che condivide gli stessi valori di rispetto e solidarietà verso gli altri e verso se stessi. Il WSJ incoraggerà la solidarietà tra scout di ogni età, e promuoverà l'unità tra le organizzazioni scout ed i giovani di tutto il mondo nell’ottica di  una comune responsabilità nei confronti del mondo e degli Altri.

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http://www.jamboree2011.it/world-scout-jamboree
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Religion Today è il primo festival internazionale itinerante
dedicato al
cinema delle religioni, nato nel 1997 per:

> contribuire alla diffusione e distribuzione del cinema a tema religioso

> promuovere, attraverso il cinema, una cultura del dialogo e della pace

> creare un luogo di incontro e scambio per
registi e operatori di diverse culture e religioni

> favorire la diffusione di un’informazione corretta sulle grandi religioni

Accanto al  concorso per film e cortometraggi a soggetto, documentari e reportage a tema religioso, Religion Today organizza annualmente il “Laboratorio di convivenza”, con decine di ospiti internazionali che condividono le giornate del Festival nello spirito della “convivialità delle differenze”. Vengono realizzati anche seminari di studio, eventi e spettacoli, incontri e percorsi didattici per le classi di ogni ordine e grado.  

 www.religionfilm.com

 

  Scarica  il manifesto della XV edizione
e l’invito alla conferenza stampa di anticipazione della

XIV edizione di Religion TodayFilmfestival, che avrà per tema:

POVERTA’: PROBLEMA O OCCASIONE ?

La conferenza stampa è in programma
a Roma
l'8 giugno, alle ore 15,
presso Radio Vaticana -
piazza Pia 3, Città del Vaticano.

Cartolina RT 2011

comunicato invito

 

Rivoluzione egiziana: Cristiani e Musulmani uniti
 

di Samir Khalil Samir
 

Molti si chiedono se la rivoluzione egiziana e la caduta del governo di Muhammad Hosni Mubarak, che era un presidente politicamente moderato, non rischia di far cadere l’Egitto nelle braccia dei Fratelli Musulmani o di qualche gruppo islamico estremista.

Non c’è dubbio che Mubarak si era opposto ai Fratelli Musulmani e che aspirava a uno Stato laico e a una società laica moderna (dawlah madaniyyah hadîthah, piuttosto che dawlah ‘almâniyyah, come ha detto lui stesso nel suo discorso all’Azhar del 5 settembre 2010 e di nuovo al Parlamento il 19 dicembre 2010.

Intanto, però, il movimento dei Fratelli Musulmani è un po’ cambiato: dopo aver rinunciato alla violenza, non mira più a fondare un califfato islamico, né ad applicare la sharia islamica in tutti i suoi aspetti. Mira certo a mantenere le grande linee della pratica musulmana, ma non si sa fino a che punto. Comunque, accanto a questo movimento altri ugualmente forti vogliono una società più neutrale e più libera anche riguardo alle tradizioni religiose, come appare chiaramente nel sondaggio realizzato al Cairo ed ad Alessandria nei giorni 5-8 febbraio corrente, come vedremo un’altra volta.

Si sa che il patriarca Shenuda III non era favorevole, nella prima settimana, al movimento popolare e difendeva ardentemente il presidente Mubarak. Il motivo era che non si sapeva come sarebbe andato a finire questo movimento. Il popolo copto invece è sceso per strada dai primi giorni. La  “rivoluzione”, meglio l’intifada egiziana, è stata popolare. Copti è musulmani andavano mano nella mano, senza discriminazioni. Forse proprio in reazione all’attacco selvaggio contro la chiesa dei Santi ad Alessandria nella notte del capo d’anno.

Piuttosto che farne un discorso, mi è sembrato ­più utile – una volta tanto – mostrare delle foto della Piazza della Liberazione (Midân al-Tahrîr). Sono dieci foto che mostrano musulmani e cristiani, con i loro simboli religiosi, mano nella mano. Per noi egiziani questo fatto ricorda la “Rivoluzione egiziana del 1919” contro il Regno Unito che occupava l’Egitto e il Sudan, subito dopo l’armistizio dell’11 novembre 1919 in Europa, dopo la prima guerra mondiale.

           

 Manifesto con croce e luna crescente e scritta “Gli Egiziani una mano sola”

1 – Manifesto con croce e luna crescente e scritta “Gli Egiziani una mano sola”
 

 Manifestanti con cartello che recita: “cristiani e musulmani una mano sola”

2 – Manifestanti con cartello che recita: “cristiani e musulmani una mano sola”

 Cristiani proteggono i musulmani in preghiera

3 – Cristiani proteggono i musulmani in preghiera
  
 

  Musulmano e cristiano con Croce e Corano in una manifestazione avvenuta il 6 febbraio a piazza Tahrir

4 – Musulmano e cristiano con Croce e Corano in una manifestazione avvenuta il 6 febbraio a piazza Tahrir

 

  Cristiano copto con cartello: “Musulmani e cristiani sono fratelli, vattene Mubarak sei un codardo”

5 – Cristiano copto con cartello: “Musulmani e cristiani sono fratelli, vattene Mubarak sei un codardo”

 

  Cristiano copto e imam islamico alzano le dita in segno di vittoria

6 – Cristiano copto e imam islamico alzano le dita in segno di vittoria
  
 

  Egiziani cristiani e musulmani insieme per la libertà

7 – Egiziani cristiani e musulmani insieme per la libertà
  
 

  Bambino con Croce e mezzaluna crescente

8 – Bambino con Croce e mezzaluna crescente

 

 

9 – Musulmano con croce e mezzaluna sugli occhiali da sole, prega sulla bandiera egiziana

 

 

10 – Giovani manifestanti con Croce e Corano

   
L'articolo è stato pubblicato su  Asianews (clicca qui)


Ad Ottobre 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
ha adottato una risoluzione per
rinforzare l'armonia interreligiosa nel mondo
durante una settimana all'anno.

La settimana individuata è la prima settimana di febbraio.

L'iniziativa è stata patrocinata da Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania che ha dichiarato che la Settimana Globale di armonia interreligiosa «… non è un appello ad annacquare la nostra fede!!  ma piuttosto un invito a rispettare le nostre differenze e le nostre convinzioni personali e ad unirsi intorno al principio di base, che le persone di tutte le fedi devono lavorare insieme e capire che l'armonia può avvenire solo se ci basiamo su una solida base per il dialogo, che ha per principio l’impegno « L'amore di Dio e amore del prossimo, o amore del bene e amore del prossimo» 
 

L'ONU esorta TUTTI i Paesi a partecipare a questa settimana d’appello per:

1. Ribadire che la comprensione reciproca e il dialogo interreligioso sono modalità importanti per portare la pace.

2. Incoraggiare tutti i paesi per sostenere e diffondere, su base volontaria, il messaggio di armonia interreligiosa e di buona volontà in chiese, moschee, sinagoghe, templi e altri luoghi di culto.

3. Chiedere al Segretario Generale di tenere informata l'Assemblea Generale in merito all'attuazione della risoluzione.

Significativa la nota dell’attuale Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, il Dr Olav Fykse Tveit che ha sottolineato l’importanza vitale di promuove il dialogo in un momento come questo in cui molti cercano di dividere gli uomini sulla base del loro credo. Il Dr Tveit ha commentato: «Si tratta di un momento importante per tutti noi coinvolti nel dialogo interreligioso. […] Promuovendo il dialogo all’interno delle nostre comunità di fede attraverso la preghiera, comunicati stampa e pronunciamenti ufficiali si offre un contributo alla promozione dell’armonia interculturale ed interreligiosa».
 

La cosa che più sconcerta è che non se parli, anche se l’iniziativa,
approvata all'unanimità dall’Assemblea Generale dell’ONU,
è stata proposta di personaggi di altissimo livello,
come il re Abdallah II di Giordania.

 

Leggi tutto l'articolo su Città Nuova on-line

 

Visita il sito:
http://worldinterfaithharmonyweek.com/

 

 

 

INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2010-2011
GIOVEDI' 25 DICEMBRE ORE 16.00

Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI,
inaugurerà l'anno con una relazione dal titolo:

"EDUCAZIONE CRISTIANA E SOCIETA' MULTICULTURALE"

 

L'Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino (ISE) è una sezione della Facoltà di teologia della Pontificia Università Antonianum (Roma). Si propone di promuovere gli studi a livello accademico, in modo da fornire ai suoi studenti una solida e scientifica formazione teologica in una dimensione ecumenica. L'ISE è nato dall'esperienza dei vari corsi di ecumenismo avviati a partire dal 1975 presso lo Studio teologico dei frati minori S. Bernardino in Verona. Nel maggio del 1989 la Congregazione per l'Educazione Cattolica dava la sua approvazione all'attuazione di un biennio di Licenza in teologia con specializzazione in studi ecumenici. Nel corso degli anni, accanto all'attività propriamente accademica, l'ISE ha dato vita a numerosi convegni e seminari, in collaborazione con altre istituzioni culturali ed ecumeniche. L'ISE pubblica anche una sua rivista di carattere scientifico, Rivista di Studi Ecumenici e una collana Biblioteca di Studi Ecumenici.

 


pellegrini di pace

 

Si chiamerà così la VII edizione della maratona pellegrinaggio intitolata a Giovanni Paolo II, organizzata da Opera Romana Pellegrinaggi e CSI, Centro Sportivo Italiano, con l’imprimatur ufficiale del CONI.

Cambia nome e cambia anche il “format”, ma sicuramente rimane identico l’obiettivo: promuovere la pace e l’incontro tra i popoli.

La maratona, ossia una corsa non competitiva, che unisce Betlemme a Gerusalemme, e che da 6 anni viene percorsa da pellegrini, sportivi, campioni dello sport, gente comune, non sarà  l’unico momento di sport nell’ambito del pellegrinaggio in Terra Santa, ma verrà affiancata da numerose competizioni, tra cui quelle di nuoto, pallanuoto, pallacanestro e ciclismo, che vedranno scendere in campo rappresentative di italiani, israeliani e palestinesi.

Per l’alto valore che questa manifestazione porta con sé sono numerose le istituzioni ecclesiastiche e politiche che hanno concesso il loro patrocinio per l’evento, unitamente agli sponsors che renderanno possibile coronare questo “sogno” di pace.

 Lo Sport come mezzo di pace

Dal 21 al 28 aprile la Terra Santa sarà “teatro” di un grande evento sportivo, come la Grecia all’epoca dei giochi olimpici. E proprio come in Grecia il periodo dei giochi olimpici rappresentava un periodo “sacro” che prevedeva la sospensione di ogni azione bellica e dunque un tempo di armonia, è altrettanto auspicabile che in Terra Santa lo sport, che per sua natura è veicolo di pace e utilizza un linguaggio universale, rappresenti un’opportunità di incontro tra popolazioni che normalmente vivono con tempi e modalità differenti.  Lo Sport come “tempo” di condivisione e conoscenza dell’altro.

Lo sport sarà occasione di un tempo condiviso in cui si compete e ci si misura con l’altro nel rispetto reciproco. Nello sport si lotta non per distruggere l’altro, ma animati da un sano spirito di competizione. Un atteggiamento questo che, applicato al dialogo tra culture differenti, aiuta a sottolinearne la ricchezza e la preziosità e non a schiacciarne l’identità.

A tal proposito risuonano potenti le parole di Giovanni Paolo II che proprio in occasione dell’omelia per il Giubileo degli sportivi affermava: “Grande importanza assume oggi la pratica sportiva, perché può favorire l'affermarsi nei giovani di valori importanti quali la lealtà, la perseveranza, l'amicizia, la condivisione, la solidarietà. E proprio per tale motivo, in questi ultimi anni essa è andata sempre più sviluppandosi come uno dei fenomeni tipici della modernità, quasi un "segno dei tempi" capace di interpretare nuove esigenze e nuove attese dell'umanità. Lo sport si è diffuso in ogni angolo del mondo, superando diversità di culture e di nazioni. Per il profilo planetario assunto da questa attività, è grande la responsabilità degli sportivi nel mondo”.

Coloro che avranno il privilegio di vivere questa esperienza durante “JPIIGAMES2010” sperimenteranno ancor di più le parole di Isaia, quando leggiamo: “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio»”.

 Segni di solidarietà

L’Orp, come espressione della Chiesa di Roma, prende a cuore l’affermazione di Sant’Ignazio di Antiochia: “La Chiesa di Roma presiede nella carità” (Lettera ai Romani I, 1), e proprio per  questo una manifestazione del genere non può non tradursi in un’azione concreta di sostegno  ed aiuto alle popolazioni del posto. La costruzione di un centro sportivo a Gaza, l’aiuto ad alcuni centri sportivi palestinesi sono alcuni dei segni di solidarietà cui l’Orp vuole dare vita, partendo, come sempre, dalle esigenze concrete di chi vive lì.