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IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO  

DELLA PROMULGAZIONE DELLA

DICHIARAZIONE CONCILIARE  

“NOSTRA AETATE”  

Piazza San Pietro Mercoledì, 28 ottobre 2015

Selfie "interreligioso" con il Papa - REUTERS

Ricordare insieme i 50 anni della Nostra Aetate
“Nelle Udienze Generali – ha esordito Papa Francesco – ci sono spesso persone o gruppi appartenenti ad altre religioni; ma oggi questa presenza è del tutto particolare, per ricordare insieme il 50° anniversario della Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra ætate sui rapporti della Chiesa Cattolica con le religioni non cristiane. Questo tema stava fortemente a cuore al beato Papa Paolo VI, che già nella festa di Pentecoste dell’anno precedente la fine del Concilio, aveva istituito il Segretariato per i non cristiani, oggi Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Esprimo perciò la mia gratitudine e il mio caloroso benvenuto a persone e gruppi di diverse religioni, che oggi hanno voluto essere presenti, specialmente a quanti sono venuti da lontano”.

Aggiornamento della Chiesa nella fedeltà
“Il Concilio Vaticano II è stato un tempo straordinario di riflessione, dialogo e preghiera per rinnovare lo sguardo della Chiesa Cattolica su se stessa e sul mondo. Una lettura dei segni dei tempi in vista di un aggiornamento orientato da una duplice fedeltà: fedeltà alla tradizione ecclesiale e fedeltà alla storia degli uomini e delle donne del nostro tempo. Infatti Dio, che si è rivelato nella creazione e nella storia, che ha parlato per mezzo dei profeti e compiutamente nel suo Figlio fatto uomo (cfr Eb 1,1), si rivolge al cuore ed allo spirito di ogni essere umano che cerca la verità e le vie per praticarla”.

“Il messaggio della Dichiarazione Nostra ætate è sempre attuale. Ne richiamo brevemente alcuni punti:
- la crescente interdipendenza dei popoli (cfr n. 1);
- la ricerca umana di un senso della vita, della sofferenza, della morte, interrogativi che sempre accompagnano il nostro cammino (cfr n. 1);
- la comune origine e il comune destino dell’umanità (cfr n. 1);
- l’unicità della famiglia umana (cfr n. 1);
- le religioni come ricerca di Dio o dell’Assoluto, all’interno delle varie etnie e culture (cfr n. 1);
- lo sguardo benevolo e attento della Chiesa sulle religioni: essa non rigetta niente di ciò che in esse vi è di bello e di vero (cfr n. 2);
- la Chiesa guarda con stima i credenti di tutte le religioni, apprezzando il loro impegno spirituale e morale (cfr n. 3);
- la Chiesa, aperta al dialogo con tutti, è nello stesso tempo fedele alle verità in cui crede, a cominciare da quella che la salvezza offerta a tutti ha la sua origine in Gesù, unico salvatore, e che lo Spirito Santo è all’opera, quale fonte di pace e amore”.

Fiamma accesa ad Assisi da Giovanni Paolo II
“Sono tanti gli eventi, le iniziative, i rapporti istituzionali o personali con le religioni non cristiane di questi ultimi cinquant’anni, ed è difficile ricordarli tutti. Un avvenimento particolarmente significativo è stato l’Incontro di Assisi del 27 ottobre 1986. Esso fu voluto e promosso da san Giovanni Paolo II, il quale un anno prima, dunque trent’anni fa, rivolgendosi ai giovani musulmani a Casablanca auspicava che tutti i credenti in Dio favorissero l’amicizia e l’unione tra gli uomini e i popoli (19 agosto 1985). La fiamma, accesa ad Assisi, si è estesa in tutto il mondo e costituisce un permanente segno di speranza”.

Ebrei e cristiani: da nemici ad amici e fratelli
“Una speciale gratitudine a Dio merita la vera e propria trasformazione che ha avuto in questi 50 anni il rapporto tra cristiani ed ebrei. Indifferenza e opposizione si sono mutate in collaborazione e benevolenza. Da nemici ed estranei, siamo diventati amici e fratelli. Il Concilio, con la DichiarazioneNostra ætate, ha tracciato la via: “sì” alla riscoperta delle radici ebraiche del cristianesimo; “no” ad ogni forma di antisemitismo e condanna di ogni ingiuria, discriminazione e persecuzione che ne derivano”.

Rapporto con i musulmani: rispetto reciproco e libertà di coscienza
“La conoscenza, il rispetto e la stima vicendevoli costituiscono la via che, se vale in modo peculiare per la relazione con gli ebrei, vale analogamente anche per i rapporti con le altre religioni. Penso in particolare ai musulmani, che – come ricorda il Concilio – «adorano il Dio unico, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini» (Nostra ætate, 5). Essi si riferiscono alla paternità di Abramo, venerano Gesù come profeta, onorano la sua Madre vergine, Maria, attendono il giorno del giudizio, e praticano la preghiera, le elemosine e il digiuno (cfr ibid.). Il dialogo di cui abbiamo bisogno non può che essere aperto e rispettoso, e allora si rivela fruttuoso. Il rispetto reciproco è condizione e, nello stesso tempo, fine del dialogo interreligioso: rispettare il diritto altrui alla vita, all’integrità fisica, alle libertà fondamentali, cioè libertà di coscienza, di pensiero, di espressione e di religione”.

udienza-28-10-2015

Collaborare con chi non professa alcuna religione
“Il mondo guarda a noi credenti, ci esorta a collaborare tra di noi e con gli uomini e le donne di buona volontà che non professano alcuna religione, ci chiede risposte effettive su numerosi temi: la pace, la fame, la miseria che affligge milioni di persone, la crisi ambientale, la violenza, in particolare quella commessa in nome della religione, la corruzione, il degrado morale, le crisi della famiglia, dell’economia, della finanza, e soprattutto della speranza”.

La grande risorsa della preghiera
“Noi credenti non abbiamo ricette per questi problemi, ma abbiamo una grande risorsa: la preghiera. E noi credenti preghiamo. Dobbiamo pregare. La preghiera è il nostro tesoro, a cui attingiamo secondo le rispettive tradizioni, per chiedere i doni ai quali anela l’umanità”.

No a fondamentalismo
“A causa della violenza e del terrorismo si è diffuso un atteggiamento di sospetto o addirittura di condanna delle religioni. In realtà, benché nessuna religione sia immune dal rischio di deviazioni fondamentalistiche o estremistiche in individui o gruppi (cfr Discorso al Congresso USA, 24 settembre 2015), bisogna guardare ai valori positivi che esse vivono e che esse propongono, e che sono sorgenti di speranza. Si tratta di alzare lo sguardo per andare oltre. Il dialogo basato sul fiducioso rispetto può portare semi di bene che a loro volta diventano germogli di amicizia e di collaborazione in tanti campi, e soprattutto nel servizio ai poveri, ai piccoli, agli anziani, nell’accoglienza dei migranti, nell’attenzione a chi è escluso. Possiamo camminare insieme prendendoci cura gli uni degli altri e del creato. Tutti i credenti di ogni religione. Insieme possiamo lodare il Creatore per averci donato il giardino del mondo da coltivare e custodire come un bene comune, e possiamo realizzare progetti condivisi per combattere la povertà e assicurare ad ogni uomo e donna condizioni di vita dignitose”.

Giubileo Misericordia, occasione per lavorare insieme nelle opere di carità
“Il Giubileo Straordinario della Misericordia, che ci sta dinanzi, è un’occasione propizia per lavorare insieme nel campo delle opere di carità. E in questo campo, dove conta soprattutto la compassione, possono unirsi a noi tante persone che non si sentono credenti o che sono alla ricerca di Dio e della verità, persone che mettono al centro il volto dell’altro, in particolare il volto del fratello o della sorella bisognosi. Ma la misericordia alla quale siamo chiamati abbraccia tutto il creato, che Dio ci ha affidato perché ne siamo custodi, e non sfruttatori o, peggio ancora, distruttori. Dovremmo sempre proporci di lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato (cfr Enc. Laudato si’, 194), a partire dall’ambiente in cui viviamo, dai piccoli gesti della nostra vita quotidiana”.

Pregare gli uni per gli altri
“Cari fratelli e sorelle, quanto al futuro del dialogo interreligioso, la prima cosa che dobbiamo fare è pregare. E pregare gli uni per gli altri: siamo fratelli! Senza il Signore, nulla è possibile; con Lui, tutto lo diventa! Possa la nostra preghiera – ognuno secondo la propria tradizione – possa aderire pienamente alla volontà di Dio, il quale desidera che tutti gli uomini si riconoscano fratelli e vivano come tali, formando la grande famiglia umana nell’armonia delle diversità. Grazie”.

Sintesi offerta da:

http://it.radiovaticana.va/news/2015/10/28/udienza_generale_sul_dialogo_interreligioso_ampia_sintesi/1182550

 

LEGGI TUTTO IL TESTO SU:

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20151028_udienza-generale.html

 

 

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Da 29 anni camminiamo insieme

nello Spirito di Assisi

Da 29 anni camminiamo insieme nello Spirito di Assisi - Il programma

Prosegue il cammino, fatto essenzialmente di dialogo in un clima di preghiera e di confronti fraterni, partito dallo storico evento attraverso cui San Giovanni Paolo II nel 1986 radunò ad Assisi i rappresentanti delle religioni di tutto il mondo.

In attesa e in preparazione allo speciale anniversario che si avrà il prossimo anno – come annunciato dal Vescovo di Assisi in visita a Tirana – presentiamo il programma di questo 29° anno di “Spirito di Assisi”, a cui seguirà una raccolta di contenuti di approfondimento e relative alle ultime celebrazioni.

MARTEDÌ 27 OTTOBRE

Ore 15.00

Sacro Convento — Museo del Tesoro

Visita alla Mostra di acqueforti di Marc Shagall e la Bibbia

Guida la visita: P. Silvestro Bejan, Direttore del CEFID

Ore 16.30

Basilica Papale di San Francesco — Sala Frate Elia

Invocazioni dei “Figli di Abramo” per la Pace

Introduzione:

Fratel Daniele Moretto, Monastero di Bose “San Masseo” – Assisi

Guidano la Preghiera:

Per gli Ebrei: Rav Joseph Levi, Rabbino Capo di Firenze

Per i Cristiani: Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo-Vescovo di Assisi

Per i Musulmani:

Imam Abdel Qader, Imam di Perugia e Fondatore UCOII

Imam Nader Akkad, Imam di Trieste e Delegato nazionale per il Dialogo Interreligioso dell’UCOII

Intermezzi Musicali

Ore 21.00

Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli

Preghiera Ecumenica per la Pace

Guidano la Preghiera:

Per i Cattolici: Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi

Per gli Ortodossi:

P. Ionut Radu, Parroco della Comunità ortodossa romena di Perugia

P. Vladimir Laiba, Presbitero della Chiesa Ortodossa del Patriarcato Ecumenico, Vice Parroco a Roma

Per gli Anglicani: Father David Faulks, Francescano Anglicano e Presbitero della Diocesi di Leicester (Inghileterra)

MERCOLEDÌ 28 OTTOBRE

Ore 9.00-12.00

Basilica Papale di San Francesco – Salone Papale

Le Religioni in dialogo per ricercare percorsi di Pace

Convegno teologico sul tema: “La Pace ferita. Travisamento di Dio, sfiguramento dell’uomo. L’alternativa della Misericordia”

Saluti:

P. Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento

Antonio Lunghi, Sindaco di Assisi

Don Romano Piccinelli, Preside dell’ITA

Relatori:

Shahrzad Houshmand, Teologa Musulmana, Docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma

Francesco Testaferri, Docente Stabile Ordinario di Teologia Fondamentale all’Istituto Teologico di Assisi

Vittorio Robiati Bendaud, Coordinatore delle attività culturali della Fondazione Maimonide

Modera:

Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo -Vescovo di Assisi — Nocera Umbra – Gualdo Tadino

TESTIMONIANZE e DIALOGO con i Relatori

Interventi da segnalare in precedenza al Moderatore
(AssisiOfm)

 

 

 

Mercoledì  20 marzo Papa Francesco ha incontrato i delegati delle Chiese e comunità cristiane in dialogo ecumenico con Roma, insieme a rappresentanti dell’ebraismo, dell’islam e di altre religioni.

 

“La Chiesa cattolica è consapevole dell’importanza che ha la promozione dell’amicizia e del rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose; questo voglio ripeterlo: promozione dell’amicizia e del rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose. (…) Essa è ugualmente consapevole della responsabilità che tutti portiamo verso questo nostro mondo, verso l’intero creato, che dobbiamo amare e custodire. E noi possiamo fare molto per il bene di chi è più povero, di chi è debole e di chi soffre, per favorire la giustizia, per promuovere la riconciliazione, per costruire la pace”.

Quanto al dialogo interreligioso, cercare la collaborazione anzitutto sul piano della legge naturale e del «bene comune», e comprendere che le religioni oggi devono necessariamente collaborare di fronte al secolarismo che guarda l’uomo alla sua sola dimensione materiale riducendolo  a ciò che produce e a ciò che consuma.

 

Gli atei stessi possono riconoscere quanto necessaria sia quest’apertura al sacro.  Così il Papa saluta pure «quegli uomini e donne che, pur non riconoscendosi appartenenti ad alcuna tradizione religiosa, si sentono tuttavia in ricerca della verità, della bontà e della bellezza». Questi non credenti «in ricerca» possono essere, anzi di fatto «sono nostri preziosi alleati nell’impegno a difesa della dignità dell’uomo, nella costruzione di una convivenza pacifica fra i popoli e nel custodire con cura il creato».

 

Quanto all’ecumenismo con gli altri cristiani, partire non dalle mediazioni umane ma dalla fede. “Ho riconosciuto spiritualmente presenti le comunità che rappresentate. In questa manifestazione di fede mi è parso così di vivere in maniera ancora più pressante la preghiera per l’unità tra i credenti in Cristo e insieme di vederne in qualche modo prefigurata quella piena realizzazione, che dipende dal piano di Dio e dalla nostra leale collaborazione”.

 

 

IN UNA LETTERA INVIATA AL PAPA IL DALAI LAMA  SI E’ CONGRATULATO  PER LA DECISIONE DI SCEGLIERE IL NOME DI FRANCESCO MAI USATO DAI SUOI PREDECESSORI. 

IL LEADER SPIRITUALE TIBETANO HA VOLUTO ESPRIMERE LA SUA GIOIA. NONOSTANTE LA MIA SCARSA CONOSCENZA DEI SANTI CATTOLICI -HA SCRITTO, RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE AL PAPA-  CONOSCO SAN FRANCESCO AVENDO VISITATO ASSISI.  SONO COMMOSSO NELL’APPRENDERE CHE QUESTO E’ IL NOME DA TE SCELTO PER   IL TUO PAPATO”.

 

REAZIONI DEI LEADERS RELIGIOSI:

osservatore romano 15 marzo 2013 2

 

Per approfondire  leggi gli articoli:

http://247.libero.it/focus/25021532/4/papa-francesco-incontra-rappresentanti-di-altre-chiese-e-religioni/

http://www.repubblica.it/esteri/2013/03/20/news/papa_musulmani_dialogo-54981417/

http://www.laperfettaletizia.com/2013/03/il-papa-alle-chiese-cristiane-e-alle.html

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-incontra-delegati-fraterni.aspx

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-religioni-collaborazione-contro-il-secolarismo-6071.htm

 

 

 

 

 

  • 1
    • All Saints’ Day – Christian
  • 2
    • All Souls’ Day – Catholic Christian
  • 4-7
    • Hajj * – Islam
  • 5
    • Waqf al Arafa – Hajj Day * ** – Islam
  • 6-9
    • Eid al Adha  * ** – Islam
  • 10
    • Guru Nanak Dev Sahib birthdaySikh
  • 12
    • Birth of Baha’u'llah * – Baha’i
  • 15
    • Nativity Fast begins through Dec. 24 – Orthodox Christianm
  • 20
    • Christ the King – Christian
  • 24
    • Thanksgiving – Interfaith
    • Gkuru Tegh Bahadur Martyrdom – Sikh
  • 26
    • Day of Covenant * – Baha’i
    • Hijra – New Year * **- Islam
  • 27
    • First Sunday of Advent – Christian
  • 30
    • Saint Andrew’s Day- Christian

LEGGI I DOSSIER SULLO
SPIRITO DI ASSISI

A CURA DEI FRATI FRANCESCANI:
scarica i documenti:

Clicca qui dossier_spirito_di_assisi_2011

Clicca quiNELLO SPIRITO DI ASSISI

 

 
 

 

 

 ALCUNI PASSI DEL DISCORSO DI PAPA BENEDETTO XVI
Sono passati venticinque anni da quando il beato Papa Giovanni Paolo II invitò per la prima volta rappresentanti delle religioni del mondo ad Assisi per una preghiera per la pace.
Che cosa è avvenuto da allora? A che punto è oggi la causa della pace?

(…) Nel 1989, tre anni dopo Assisi, il muro cadde senza spargimento di sangue. All’improvviso, gli enormi arsenali, che stavano dietro al muro, non avevano più alcun significato. Avevano perso la loro capacità di terrorizzare. La volontà dei popoli di essere liberi era più forte degli arsenali della violenza. (…)  

Cerchiamo di identificare un po’ più da vicino i nuovi volti della violenza e della discordia. (…) Anzitutto c’è il terrorismo, nel quale, al posto di una grande guerra, vi sono attacchi ben mirati che devono colpire in punti importanti l’avversario in modo distruttivo, senza alcun riguardo per le vite umane innocenti che con ciò vengono crudelmente uccise o ferite. Agli occhi dei responsabili, la grande causa del danneggiamento del nemico giustifica ogni forma di crudeltà. Viene messo fuori gioco tutto ciò che nel diritto internazionale era comunemente riconosciuto e sanzionato come limite alla violenza. Sappiamo che spesso il terrorismo è motivato religiosamente e che proprio il carattere religioso degli attacchi serve come giustificazione per la crudeltà spietata, che crede di poter accantonare le regole del diritto a motivo del "bene" perseguito. La religione qui non è a servizio della pace, ma della giustificazione della violenza.

La critica della religione, a partire dall’illuminismo, ha ripetutamente sostenuto che la religione fosse causa di violenza e con ciò ha fomentato l’ostilità contro le religioni.Che qui la religione motivi di fatto la violenza è cosa che, in quanto persone religiose, ci deve preoccupare profondamente.  (…)

Ed altri obietteranno: ma esiste veramente una natura comune della religione, che si esprime in tutte le religioni ed è pertanto valida per tutte?

Queste domande le dobbiamo affrontare se vogliamo contrastare in modo realistico e credibile il ricorso alla violenza per motivi religiosi.
 
Qui si colloca un compito fondamentale del dialogo interreligioso – un compito che da questo incontro deve essere nuovamente sottolineato.Come cristiano, vorrei dire a questo punto: sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna.

Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura. Il Dio in cui noi cristiani crediamo è il Creatore e Padre di tutti gli uomini, a partire dal quale tutte le persone sono tra loro fratelli e sorelle e costituiscono un’unica famiglia. La Croce di Cristo è per noi il segno del Dio che, al posto della violenza, pone il soffrire con l’altro e l’amare con l’altro. Il suo nome è "Dio dell’amore e della pace" (2 Cor 13,11). È compito di tutti coloro che portano una qualche responsabilità per la fede cristiana purificare continuamente la religione dei cristiani a partire dal suo centro interiore, affinché – nonostante la debolezza dell’uomo – sia veramente strumento della pace di Dio nel mondo.

(…) Qui non vorrei però soffermarmi sull’ateismo prescritto dallo Stato; vorrei piuttosto parlare della "decadenza" dell’uomo, in conseguenza della quale si realizza in modo silenzioso, e quindi più pericoloso, un cambiamento del clima spirituale. L’adorazione di mammona, dell’avere e del potere, si rivela una contro-religione, in cui non conta più l’uomo, ma solo il vantaggio personale. Il desiderio di felicità degenera, ad esempio, in una brama sfrenata e disumana quale si manifesta nel dominio della droga con le sue diverse forme. Vi sono i grandi, che con essa fanno i loro affari, e poi i tanti che da essa vengono sedotti e rovinati sia nel corpo che nell’animo. La violenza diventa una cosa normale e minaccia di distruggere in alcune parti del mondo la nostra gioventù. Poiché la violenza diventa cosa normale, la pace è distrutta e in questa mancanza di pace l’uomo distrugge se stesso.

L’assenza di Dio porta al decadimento dell’uomo e dell’umanesimo. Ma dov’è Dio? Lo conosciamo e possiamo mostrarLo nuovamente all’umanità per fondare una vera pace? (…)

Accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, nel mondo in espansione dell’agnosticismo, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio. Persone del genere non affermano semplicemente: "Non esiste alcun Dio". Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono "pellegrini della verità, pellegrini della pace". Pongono domande sia all’una che all’altra parte. Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c’è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri. (…)

 
Per questo ho appositamente invitato rappresentanti di questo terzo gruppo al nostro incontro ad Assisi, che non raduna solamente rappresentanti di istituzioni religiose. Si tratta piuttosto del ritrovarsi insieme in questo essere in cammino verso la verità, dell’impegno deciso per la dignità dell’uomo e del farsi carico insieme della causa della pace contro ogni specie di violenza distruttrice del diritto.

In conclusione, vorrei assicurarvi che la Chiesa cattolica non desisterà dalla lotta contro la violenza, dal suo impegno per la pace nel mondo. Siamo animati dal comune desiderio di essere "pellegrini della verità, pellegrini della pace". Vi ringrazio.

ALCUNE RIFLESSIONI DI BARTOLOMEO I
 ''Dobbiamo opporci alla deformazione dei messaggi delle religioni e dei loro simboli da parte degli autori di violenza''. E' il messaggio lanciato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli nella sua testimonianza.  Per il rappresentante ortodosso, 25 anni dopo l'incontro dell'86, dieci anni dopo l'11 settembre e ''nel momento in cui le 'primavere arabe' non hanno messo fine alle tensioni intercomunitarie, il posto delle religioni tra i fermenti in atto nel mondo resta ambiguo''. Bartolomeo I ha messo in guardia contro la ''cresciuta marginalizzazione delle comunita' cristiane nel Medio Oriente''.  "I responsabili delle religioni – questo il suo appello – devono farsi carico del processo di ristabilimento della pace. Poiche' il solo modo di levarci contro la strumentalizzazione bellicista delle religioni è di condannare fermamente la guerra e i conflitti e di porci come mediatori di pace e di riconciliazione''.  Inoltre contro ''l'indifferenza'' e i ''particolarismi'', e contro''l'odio, il conflitto, la violenza'' che ne nascono, ''solo il dialogo  è   una soluzione percorribile e a lungo termine''.

 
ALCUNE RIFLESSIONI DI KYAI HAJI MUZADI
Le divisioni e i contrasti tra le religioni nascono dalla ''mancanza di comprensione piena e completa'' e quindi dalla ''distorsione'' della religione stessa, oltre che da ''strumentalizzazioni'' per finalita' estranee alla religione. E' quanto ha sostenuto il  segretario generale della Conferenza Internazionale degli Studiosi islamici (Icis).
 
Quando i seguaci ''sbagliano nel comprendere gli aspetti sociali della religione – ha detto Muzadi -, allora l'errore finisce per avere conseguenze sull'intera societa', nella forma di tensioni sociali o perfino di conflitti sociali. E tali conflitti sociali possono scivolare persino in forme di conflitto tra Stati nel mondo''.
''Ogni religione possiede la propria identita' – ha detto il rappresentante islamico -. Tra religioni vi sono somiglianze e differenze''. Ma ''un carattere comune ad ogni religione e' la speranza per la creazione di armonia tra gli uomini, pace, giustizia, prosperita' e di un migliore livello di vita''. 

ALCUNE RIFLESSIONI DEL RABBINO DAVID ROSEN
''Un debito di gratitudine alla memoria del Beato Giovanni Paolo II'' per aver dimostrato ''in una maniera cosi' visibile'' l'aspirazione degli uomini e delle donne di fede la loro aspirazione alla pace. E ''dobbiamo essere profondamente grati al suo successore, Papa Benedetto XVI per aver continuato questo cammino''.
''I saggi del Talmud – ha detto il Rabbino – ci insegnano che pace non solo e' il nome di Dio, ma e' anche il prerequisito indispensabile per la redenzione''. ''Inoltre – ha aggiunto – i nostri saggi sottolineano che non vi e' altro valore per cercare il quale siamo obbligati ad uscire dalla nostra strada, come accade per la pace''.
''Possa l'incontro di oggi rinvigorire tutti gli uomini e dorme di fede e di buona volonta' per moltiplicare i nostri sforzi e fare di questo obiettivo una realta', realta' che porti vera benedizione e guarigione all'umanita', come sta scritto: 'Pace, pace ai lontani e ai vicini e io li guarirò'' .

 


 MAI  PIU'  VIOLENZA
MAI   PIU'   GUERRA
MAI   PIU'   TERRORISMO

 


 

 

·  10,15: Le Delegazioni trovano posto nella Basilica di S. Maria degli Angeli.
All’esterno della Basilica sono previsti maxi schermi per i pellegrini.
  Il Santo Padre è ricevuto sulla soglia della
Basilica di Santa Maria degli Angeli da:
  1. P. José Rodriguez Carballo – Ministro Generale Frati Minori
2. P. Marco Tasca – Ministro Generale Frati Minori Conventuali
3. P. Mauro Jöhri – Ministro Generale Frati Minori Cappuccini
4. P. Michael J. Higgins -
Ministro Generale Terz’Ordine Regolare San Francesco
  Il Santo Padre a Sua volta accoglie sulla porta della Basilica
i Capi Delegazione,
che gli saranno presentati dai Cardinali Capi Dicastero coinvolti,
e che prenderanno posto sul palco.
  - Saluto Card. Turkson
- proiezione di un video a memoria dell’incontro del 1986
- intervento di Sua Santità Bartolomeo I
(Arcivescovo di Costantinopoli, Patriarca Ecumenico)
- intervento di Sua Grazia Dott. Rowan Douglas Williams
(Arcivescovo di Canterbury – Primate della Comunione Anglicana)
- intervento di Sua Eminenza Norvan Zakarian
(Arcivescovo Primate della Diocesi Armena in Francia
- brano d’organo
- intervento di Rev. Dott. Olav Fykse Tveit
(Segretario Generale Consiglio Ecumenico delle Chiese)
- intervento di Rabbi David Rosen
(Rappresentante Gran Rabbinato d’Israele
- intervento di Prof. Wande Abimbola (Portavoce IFA e Religione Yoruba)
- brano d’organo
- intervento di Acharya Shri Shrivatsa Goswami
(Rappresentante della Religione Induista)
- intervento di Most Ven. Ja-Seung
(Presidente di "Jogye Order", Buddhismo Coreano)
- intervento del Dott. Kyai Haji Hasyim Muzadi
(Segretario Generale della Conferenza Internazionale
delle Scuole Islamiche
)
- intervento della Prof.ssa Julia Kristeva (Rappresentante Non Credenti)
- brano d’organo

- Intervento del Santo Padre Papa Benedetto XVI

 

12,30: Terminato l’incontro in Basilica, il Santo Padre e i Capi Delegazione
entrano nel convento della Porziuncola. All’ingresso il Santo Padre è accolto da:
  1. P. Fabrizio Migliasso – Custode
2. P. Massimo Lelli – Rettore della Basilica

Seguono tutti i membri delle Delegazioni

 

13,00: Pranzo frugale nei Refettori del Convento di S. Maria degli Angeli.

 

13,45-15,30:
Tempo di silenzio, per la riflessione e/o la preghiera personali.
A ciascuno dei partecipanti sarà assegnata una stanza
nella casa di accoglienza adiacente al Convento di S. Maria degli Angeli.
13,45:
I Giovani, si mettono in cammino dalla Basilica di S. Maria degli Angeli
verso la piazza San Francesco, luogo in cui si sono tenuti i precedenti raduni.
15,15:

Le Delegazioni vengono accompagnate con Mini Bus
alla piazza San Francesco
e prendono subito posto nel settore loro riservato.
Durante l’arrivo delle Delegazioni i cori del Gen Verde, Gen Rosso e
Interfrancescano eseguono vari canti e coreografie:

  1. Coro Interfrancescano
2. Gen Verde
3. Gen Rosso
4. Coro Diocesano
15,45:

Il Santo Padre e i Capi Delegazione percorrono a piedi il tratto dall’uscita
della Basilica di Santa Maria degli Angeli a piazza Los Angeles,
dove prenderanno posto sui Mini Bus, per giungere a piazza San Francesco.

16,30:

Incontro conclusivo:

  - saluto introduttivo del Card. Tauran
(Presidente del Pontificio Consiglio
per il Dialogo Interreligioso
)

- Rinnovo Solenne dell’Impegno per la Pace.
Durante la lettura unico sottofondo musicale
per tutta la durata degli impegni

- Introduzione di S.S. Bartolomeo I (
Arcivescovo di Costantinopoli, Patriarca Ecumenico)
- Federazione Luterana Mondiale
- Sikh
- Sua Eminenza Aleksandr (Patriarcato di Mosca)
- Alleanza Mondiale Battista
- Mussulmano
- Metropolita Gregorios
(Patriarcato Siro – ortodosso di Antiochia)
- Confuciano
- Mussulmano
- Buddhista
- Rabbino
- Rev. Dr. Setri Nyomi
(Comunione Mondiale delle Chiese Riformate)
- Guillermo Hurtado (Rappresentante Non Credenti)

- Conclusione del Santo Padre Benedetto XVI
- momento di silenzio
- gesto simbolico (accensione e consegna delle lampade ai Capi Delegazioni). D
urante la consegna delle lampade il Coro esegue la "Preghiera Semplice".
Terminato il canto i ragazzi ritirano le lampade dai Capi Delegazione.

- Monizione del Cardinale Koch
(Presidente del Pontificio Consiglio per
la Promozione dell’Unità dei Cristiani
)

- Scambio della pace tra i Delegati.
- Congedo del Santo Padre Papa Benedetto XVI
- canto finale "Cantico delle Creature"
(eseguito dal Coro della Diocesi di Assisi)
18,00:

Il Santo Padre e i Capi Delegazione che lo desiderano sosteranno brevemente
davanti alla tomba di San Francesco.

Pellegrinaggio Giovanile Ecumenico
in occasione dell'Incontro Interreligioso
di Assisi del 27 Ottobre 2011

Youth Ecumenical Pilgrimage
in occasion of the Interfaith Meeting
in Assisi October 27, 2011

 

 In preparazione del grande appuntamento del 27 Ottobre di Assisi,
 il Centro ‘Giovanni Paolo II’ di Loreto, ha promosso un pellegrinaggio ecumenico
lungo l’antica via lauretana che da Loreto porta ad Assisi:
200 km a piedi percorsi da
giovani anglicani, cattolici e ortodossi
insieme ai loro pastori.
Si tratta di ripercorrere, in parte, l'antica via Lauretana che dalla città mariana giungeva fino a Roma attraverso Recanati, Macerata, Tolentino, Muccia, Colfiorito, Spello e Assisi.
Lo spirito col quale si intraprende questa iniziativa è proprio 
quello ecumenico voluto dal pontefice,

con i 18 pellegrini coinvolti appartenenti  a diverse chiese cristiane.
 

 
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Guarda il programma e le finalità qui 
 

 

 
Il 27 ottobre 2011 Benedetto XVI si recherà ad Assisi
insieme ai leader delle religioni del mondo

per fare memoria del primo storico incontro
voluto da Giovanni Paolo II nel 1986
e per rilanciare l'impegno delle religioni
in favore della pace.

Saranno ben 176 i leader delle religioni mondiali.
Oltre a loro saranno presenti:
il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I,
il primate anglicano Rowan Williams,
il segretario del Consiglio ecumenico delle Chiese: Olev Tveit
esponenti di altre confessioni cristiane
e cinque esponenti  di coloro che
non aderiscono a nessun credo religioso.

Leggi tutto l'articolo su missio-on line: qui

 

Clicca qui per leggere i dettagli su che cosa sarà l'appuntamento di Assisi, chi sarà presente e come si svolgerà offerti nella conferenza stampa di presentazione tenuta in Vaticano il 18 ottobre
 

Clicca qui per scaricare dal blog «Spirito di Assisi» curato dai frati minori alcuni materiali suggeriti per l'animazione di alcuni momenti di preghiera nelle proprie comunità. Tra le proposte anche alcuni testi sulla pace nelle diverse tradizioni religiose

 

Clicca qui     per leggere l'intervista di Chiara Zappa al teologo francese Jean-Marie Ploux «L'imperativo del dialogo», pubblicata su Mondo e Missione di ottobre 2011, che ripercorre i 25 anni da Assisi nella chiave del dibattito di oggi, affrontando anche i temi del relativismo e della laicità


 

Clicca qui per leggere l'editoriale del numero di ottobre 2011 di Mondo e Missione in cui Gerolamo Fazzini invita a un salto di qualità in Italia nel dialogo con l'islam attraverso l'istituzione di un apposito Servizio nazionale


Clicca qui
per rileggere il discorso tenuto da Giovanni Paolo II ai leader religiosi il 27 ottobre 1986


ad Assisi ho sentito...
 

 Non c’è una strada per la pace,  la strada è la pace
            Mahatma Gandhi
 

Il nostro viaggio per la pace comincia oggi e ogni giorno.
Ogni passo è una preghiera, ogni passo è una meditazione,
ogni passo costruirà un ponte.
Ancora una volta stiamo camminando..
                                   Moha Ghosananada
 

Chiunque oggi mi è amico sia in pace,
chiunque mi è nemico, sia pure lui in pace

Veda
 
Il saggio che ricerca il bene e ha raggiunto la pace,
…così ama ogni creatura vivente
Suttanipata
 
Se il nemico propende per la pace,
propendi anche tu verso la pace
e abbi fiducia in Dio

Corano, Sura 8, 61
 

O grande Spirito, io alzo la mia pipa, segno di pace,
verso di Te, verso i tuoi messaggeri e verso la Madre Terra

 Dalla preghiera di Assisi del 1986 degli Indiani di America
 
 
Dio Onnipotente, Tu sei la pietra angolare della Pace.
Voi spiriti ed antenati, donateci la pace
 Dalla preghiera di Assisi del 1986 di tradizione africana
 

 
Dio di bontà, unisci tutti gli essere e stabilisci la pace suprema
 Bahaullàh di Fede Baha’i
 

  
Siate uniti; parlate in armonia
Che le nostre menti apprendano in maniera simile
La conclusione della nostra assemblea sia condivisa da tutti
la soluzione dei nostri problemi sia comune
le nostre  delibere siano adottate alla unanimità
Nella stessa linea siano i nostri sentimenti nei confronti degli altri esseri
I nostri cuori restino uniti, le nostre intenzioni siano comuni
Preghiera indù tratta dall’Upanishads
 
 
 

 

.. VERSO IL NUOVO INCONTRO DELLE RELIGIONI AD ASSISI

(Maria Voce, Presidente del Movimento dei focolarini)

Maria voce

Innanzitutto vorrei esprimere la mia, la nostra gioia e gratitudine a Papa Benedetto XVI per aver indetto il nuovo grande incontro nella città di san Francesco. È la gioia che nasce davanti a un'ispirazione che imprimerà di certo una nuova accelerazione e profondità nel vivere le proprie convinzioni religiose a servizio della pace. Urgente proprio oggi, quando, per assurdo, si diffonde la paura della religione, per sua natura fonte vitale di pace, imputandole la causa prima di molti conflitti, tensioni, fobie, intolleranze e persecuzioni a sfondo religioso che pullulano nel mondo.
 

Indubbiamente, in questo tempo di grandi rivolgimenti, "le mura entro cui vivevano le varie civiltà con le loro culture si stanno sgretolando", come osserva il filosofo Giuseppe Zanghì. Ma nello stesso tempo "una città-mondo" senza mura si profila di fatto all'orizzonte, carica di speranza.
 

È la visione prospettata da Chiara Lubich a Londra nel 2004, davanti a una folta platea dove erano presenti rappresentanti di numerose religioni.Un mondo nuovo in sofferta gestazione. Parlando ai giovani a un congresso internazionale, aveva chiesto di "non chiudere gli occhi di fronte a questo travaglio dell'umanità ma di entrare coscientemente nella gestazione del mondo nuovo". "Siete qui – aveva aggiunto – per divenire "uomo-mondo".
 

Il beato Giovanni Paolo II l'ha approfondita in tutto il suo denso discorso. È una "unità radicale" – afferma – "che si fonda sul mistero della creazione divina e appartiene all'identità stessa dell'essere umano". "Tutti gli uomini – prosegue riprendendo i testi conciliari- sono chiamati all'unità del popolo di Dio che prefigura e promuove la pace universale". Una prospettiva che getta nuova luce sulla missione della Chiesa delineata dal concilio: "Essere germe di unità e di speranza per l'umanità" e quindi chiamata a non "rigettare nulla di quanto è vero e santo" nelle diverse religioni, anzi invitata a "sottolinearne e a far progredire gli autentici valori spirituali, morali e sociali", a cogliere in esse "raggi di verità che possono illuminare tutti gli uomini".
 
 
E ora Papa Benedetto XVI raccoglie la consegna del suo predecessore che, sin da allora, invitava a "ritrovare e mantenere sempre vivo lo spirito di Assisi, come motivo di speranza per il futuro".
 


 

Anche per il nostro Movimento dei focolari, quasi a sorpresa, si è aperta la pagina inesplorata del dialogo interreligioso. Chiara Lubich ha colto un segno dello Spirito Santo nell'interesse manifestato per la sua esperienza spirituale da parte di rappresentanti di diverse religioni presenti alla Guildhall di Londra nel 1979, quando le è stato conferito del premio Templeton per il progresso della religione. Da quel momento innumerevoli sviluppi sono avvenuti in più di 30 anni.
 
Oggi il dialogo tra le religioni non può limitarsi ai leader, a studiosi e specialisti. Deve diventare un dialogo di popolo, un dialogo della vita, che si rivela sempre più indispensabile per la pacifica convivenza nelle nostre città e Paesi, trovandoci a vivere gomito a gomito con musulmani e buddisti, indù e sikh. È una cronaca da scoprire e forse da inventare, senza lasciarsi sgomentare dal rumore di fatti di intolleranza e violenza.
 
È la testimonianza quotidiana che apre le strade: l'abbiamo sperimentato nei vari punti del mondo. Così in Algeria, di fronte all'immagine a senso unico di un islam chiuso e impenetrabile, e di una minoranza cristiana in posizione di difesa, sin dagli anni Sessanta si è aperto un altro panorama: ha avuto inizio e si è sviluppato un dialogo spirituale profondo tra cristiani e musulmani. Dovunque conosciamo cristiani e musulmani che testimoniano che si può passare dalla paura dell'altro alla scoperta dell'altro, e si può incidere sulla fraterna convivenza nelle città.
A un recente convegno del movimento in Italia, un imam ha dichiarato: "Ho imparato a non arrendermi alla logica amico-nemico, a scommettere sull'unità della famiglia umana legata da vincoli di interdipendenza e fraternità, a guardare all'altro con la certezza che vi troverò una ricchezza sconosciuta".

PER LEGGERE  L'ARTICOLO INTEGRALE
SU  L'OSSERVATORE ROMANO
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                                   Testimone di  Speranza

                                                          Operatore di Pace
 

 

“È possibile per un Papa cambiare la storia andando in Marocco?
Lei può cambiare la storia?”

Papa Giovanni Paolo II: “ Cambiare la storia?
Io credo che ognuno sta cambiando la storia, ognuno!

Ogni persona sta cambiando la storia in una piccola dimensione.
E forse anche questo sarà un piccolo elemento per cambiare la storia,
io spero.
Tutti, anche voi state cambiando la  storia!”


 porziuncola centro

  

 IL  LIBRO: Dall'attacco dell'11 settembre 2001 alle Twin Towers all'attentato spagnolo
dell'11 marzo 2004, dagli episodi di guerriglia nel Medio Oriente alle
raccapriccianti decapitazioni di ostaggi da parte di miliziani islamici.
I recenti episodi di terrorismo hanno acceso inquietanti interrogativi sul
fondamentalismo religioso. Oggi più che mai occorre una decisa condanna dei
crimini contro l'umanità giustificati da ideologiche scusanti religiose: è lo
stesso Papa a prendere tale posizione, invitando l'umanità ad abbandonare ogni
cultura di morte e a ritrovare la strada della pace e della fratellanza.
 

 


 

"La pace non può regnare tra gli uomini se prima non regna nel cuore di ciascuno di loro". (Giovanni Paolo II)

"La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà, e la vita delle persone" (Giovanni paolo II) dalai lama e G.P. II


 

 

MUSULMANIL'amore è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità.
(Giovanni Paolo II)

 

"Il senso religioso dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza". (Giovanni Paolo II)

"Ci rallegriamo che la sua beatificazione
avvenga  proprio nel corso del 25° anniversario
dello storico incontro di Preghiera per la Pace,
avvenuto il 27 Ottobre 1986 in Assisi ,

quando numerosi leaders delle religioni mondiali,
da Lui invitati,
invocarono insieme il dono della Pace
ed inaugurarono di fronte al mondo
un’epoca nuova di rispetto reciproco,
dialogo e collaborazione
tra le comunità religiose".

(Religions for Peace Italia)
 

 Smile! without a reason why
                                         Love! as if you were a child
                                                  Smile! no matter what they tell you
                            Don’t listen to a word they say
                                            'Cause life is beautiful that way..

"Il 9 gennaio 1999 Giovanni Paolo II volle assistere con me alla proiezione de "la Vita è bella". Quando lo raccontai a mia madre  non ci credette! poi mi disse che il mio incontro con il papa era stata una gioia così grande che nemmeno l'oscar l'avrebbe potuto superare!"

 Io t'invoco e Ti cerco, Uomo
in cui la storia umana può trovare il suo Corpo.
Mi muovo incontro a te,
non dico "Vieni" semplicemente dico "Sii",
sii là dove non resta nessuna impronta
ma dove un tempo fu l'uomo, dove fu in cuore ed anima,
desiderio, dolore e volontà,
consumato dai sentimenti e avvampando di santa vergogna
- sii l'eterno Sismografo delle Realtà invisibili.
O Uomo in cui s'incontrano dell'uomo il fondo e il vertice,
in cui l'intimo non è pesantezza né tenebra …
ma solamente cuore.

 

 (da "Pietra di Luce", poesie di Karol Wojtyla)
 

 

ZEN E CRISTIANESIMO
Attraverso un confronto fra
il Maestro Doghen e Francesco d'Assisi

 

Titoli cliccabili

Prefazione

1. Il dialogo interreligioso

2. Francesco d'Assisi
2. 1. L'Europa medioevale.
2. 2. Fonti per la ricerca su Francesco.
2. 3. Il periodo giovanile.
2. 4. La conversione.
2. 5. Francesco, il Santo.

3. Fratelli e sorelle creature
3. 1. Francesco amato dalle creature.
3. 2. Il Cantico delle creature.
3. 3. Il significato di "fratello".

4. Il mondo di Doghen
4. 1. Sfondo storico e religioso.
4. 2. Lo Zen in Cina nel periodo Sung.
4. 3. La vita di Doghen.
4. 4. Le opere e il pensiero Zen di Doghen.

5. Essere un tutt'uno con l'universo e le creature
5. 1. Il "cuore" secondo Doghen.
5. 2. Il cielo, la terra e io abbiamo la stessa radice, tutti gli esseri e io siamo un corpo solo.
5. 3. I monti, i fiumi e la terra. Il sole, la luna e le stelle.

6. Un tentativo di confronto
6. 1. Il Dio cristiano, il Mu dello Zen.
6. 2. Pratica e Satori.
6. 3. Responsabilita' di un credente.

7. BIBLIOGRAFIA


 


Ad Ottobre 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
ha adottato una risoluzione per
rinforzare l'armonia interreligiosa nel mondo
durante una settimana all'anno.

La settimana individuata è la prima settimana di febbraio.

L'iniziativa è stata patrocinata da Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania che ha dichiarato che la Settimana Globale di armonia interreligiosa «… non è un appello ad annacquare la nostra fede!!  ma piuttosto un invito a rispettare le nostre differenze e le nostre convinzioni personali e ad unirsi intorno al principio di base, che le persone di tutte le fedi devono lavorare insieme e capire che l'armonia può avvenire solo se ci basiamo su una solida base per il dialogo, che ha per principio l’impegno « L'amore di Dio e amore del prossimo, o amore del bene e amore del prossimo» 
 

L'ONU esorta TUTTI i Paesi a partecipare a questa settimana d’appello per:

1. Ribadire che la comprensione reciproca e il dialogo interreligioso sono modalità importanti per portare la pace.

2. Incoraggiare tutti i paesi per sostenere e diffondere, su base volontaria, il messaggio di armonia interreligiosa e di buona volontà in chiese, moschee, sinagoghe, templi e altri luoghi di culto.

3. Chiedere al Segretario Generale di tenere informata l'Assemblea Generale in merito all'attuazione della risoluzione.

Significativa la nota dell’attuale Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, il Dr Olav Fykse Tveit che ha sottolineato l’importanza vitale di promuove il dialogo in un momento come questo in cui molti cercano di dividere gli uomini sulla base del loro credo. Il Dr Tveit ha commentato: «Si tratta di un momento importante per tutti noi coinvolti nel dialogo interreligioso. […] Promuovendo il dialogo all’interno delle nostre comunità di fede attraverso la preghiera, comunicati stampa e pronunciamenti ufficiali si offre un contributo alla promozione dell’armonia interculturale ed interreligiosa».
 

La cosa che più sconcerta è che non se parli, anche se l’iniziativa,
approvata all'unanimità dall’Assemblea Generale dell’ONU,
è stata proposta di personaggi di altissimo livello,
come il re Abdallah II di Giordania.

 

Leggi tutto l'articolo su Città Nuova on-line

 

Visita il sito:
http://worldinterfaithharmonyweek.com/

 

…"chi cammina verso Dio non può che trasmettere la PACE".

“Fare memoria” dello storico Incontro interreligioso di Assisi del 1986, voluto da Giovanni Paolo II, ma anche “rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la propria fede religiosa come servizio per la causa della pace”. Sono gli intendimenti che, in ottobre, guideranno Benedetto XVI alla volta della città francescana, dove avrà luogo un nuovo incontro tra i leader delle maggiori religioni mondiali.

“Nel rispetto delle differenze delle varie religioni, tutti siamo chiamati a lavorare per la pace e ad un impegno fattivo per promuovere la riconciliazione tra i popoli. E’ questo l’autentico ‘spirito di Assisi’, che si oppone ad ogni forma di violenza e all'abuso della religione quale pretesto per la violenza. Di fronte a un mondo lacerato da conflitti, dove talora si giustifica la violenza in nome di Dio, è importante ribadire che mai le religioni possono diventare veicoli di odio; mai, invocando il nome di Dio, si può arrivare a giustificare il male e la violenza. Al contrario, le religioni possono e devono offrire preziose risorse per costruire un’umanità pacifica, perché parlano di pace al cuore dell’uomo”.

“Penso al 1986, in piena Guerra fredda, e a come quell’incontro fu foriero di pace: ci fu distensione subito dopo. Penso all’incontro per la Bosnia-Erzegovina, nel ’93: dopo l’incontro con ebrei, musulmani e cristiani in Assisi, ci fu la pace. E così anche nel 2002: l’incontro con tutti i leader religiosi, dopo i terribili attentati alle Twin Tower, la testimonianza che Dio non viene più invocato come Colui che veste l’uomo per andare in guerra, ma lo veste per portare la pace”.

Le campane hanno suonato “a distesa e a lungo” all’annuncio del futuro arrivo di Benedetto XVI, ha raccontato padre Enzo. E certamente hanno portato lontano l’eco dello “spirito di Assisi” e dei desideri del Papa.

“Auspico vivamente che questo spirito si diffonda sempre più soprattutto là dove più forti sono le tensioni, là dove la libertà e il rispetto per l'altro vengono negati e uomini e donne soffrono per le conseguenze dell’intolleranza e dell’incomprensione”.

Continua a leggere QUI


Sul sito della rivista "Missio on-line"  quest'anno  ci sarà una finestra aperta in ascolto di riflessioni  dal mondo delle missioni  in attesa  del prossimo incontro di  Ottobre ad Assisi..

Assisi con gli occhi del Bangladesh

La testiomianza di padre Francesco Rapacioli, missionario del Pime a Dhaka, Bangladesh: «Ho l'impressione, per concludere, che tanti rifiutano lo "spirito di Assisi" semplicemente perché hanno paura. Paura di essere messi in crisi dall'incontro con l'altro. Coloro infatti che comprendono la religione semplicemente come appartenza ad un gruppo e ad una cultura, difficilmente accoglieranno il rischio di confrontarsi con qualcuno diverso da loro. Il dialogo è per i forti nella fede. Ben venga dunque Assisi 2011, e che porti una conversione dei cuori senza la quale la pace non è possibile»

Clicca qui per leggere il suo articolo

Assisi vista dai monti dell'Atlas

Padre Lassausse – il sacerdote che in Algeria tiene viva la memoria dei monaci a Tibhirine – e il priore del monastero di Midelt, in Marocco, commentano il nuovo incontro delle religioni ad Assisi

Clicca qui per leggere l'articolo

Come conoscere il vero significato della festa
che vivono uomini e donne 
di una religione differente dalla nostra?

 


Si può leggere la storia e il significato di una festa ma siamo convinti che questo sia solo il primo passo.

IL rispetto sincero verso le persone di un' altra religione è il secondo "passo" (ma il primo atteggiamento del cuore) per conoscere a fondo le loro festività.

Il sincero desiderio di conoscenza profonda poi è il terzo passo: occorre andare oltre i comportamenti di persone che aderiscono ad una religione in modo superificiale e cercare persone che vivono pienamente e spiritualmente una festa della religione che professano.

Per conoscere qualsiasi realtà in maniera profonda occorre tempo, pazienza,  ascolto fatto con la  mente e con il cuore. Questo vale anche per una festa religiosa.

Siamo convinti che  chiedere ad un ebreo, ad un buddista, ad un cristiano o ad un musulmano (ecc) perchè una ricorrenza sia stata fissata  proprio quel determianto giorno non sia la domanda più importante. Può essere che non si conosca il giorno esatto del sacrificio di Abramo (festa musulmana) o della "festa delle luci" (induista), può essere   quindi che la comunità dei credenti abbia scelto, "individuato" o magari "ricostruito" da anni o da secoli un determinato giorno per commemorare un evento.

Questo sarà allora un motivo valido per biasimare quella determinata festa?

Se poi vediamo persone di una religione che vivono superficialmente quella festa… questo sarà un altro motivo valido per biasimarla?

Nel dialogo interreligioso l'importante è conoscere
il vero significato di una festa, incontrando
persone che la vivono pienamente.
Con questo non diciamo che una volta compreso
il suo vero significato occorra condividerlo.

 FATTA QUESTA PREMESSA,
 VALIDA PER AVVICINARCI
A QUALSIASI FESTA
DI QUALSIASI RELIGIONE…

…riteniamo corretto applicarla anche verso il Natale, festa che commemora in questi giorni un evento ritenuto fondamentale dai cristiani.  
Riteniamo che non sia  importante accanirsi per conoscere la data esatta  della nascita di Gesù ma capire "cosa" i cristiani stiano festeggiando ed eventualmente perchè abbiano scelto (convenzionalmente) una data piuttosto che un'altra.

Per le persone desiderose  comunque di conoscere  come si è arrivati nella comunità cristiana a stabilire il  25 dicembre per festeggiare la nascità di Gesù, si può leggere una  spiegazione in questa pagina web:

LE ORIGINI DELLA FESTA DEL NATALE
E' possibile sapere in che giorno nacque Gesù?
Perchè il Natale è festeggiato il 25 dicembre?
Perchè i cristiani ortodossi lo festeggiano il 6 gennaio?
Si tratta di  date storicamente attendibili o di una convenzione?

CONTINUA QUA..

 

 27   OTTOBRE   1986

27   OTTOBRE   2010


 
 

 
Ventiquattro anni fa, il 27 ottobre 1986, fu convocata ad Assisi, da Giovanni Paolo II, la Giornata mondiale di preghiera per la pace, alla quale presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali. Disse il Papa in quell’occasione:

"E' in sé un invito fatto al mondo per prendere coscienza
che esiste un'altra dimensione della pace
e un altro modo di promuoverla,
che non sono solo il risultato di trattative,
di compromessi politico- economici"

 

La convinzione era che:

"la preghiera e la testimonianza dei credenti,
a qualunque tradizione appartengano,
può molto per la pace nel mondo"

 
 

Da quel giorno veramente benedetto del 27 ottobre ’86 si sono intensificati gli incontri tra credenti e guide spirituali di varie religioni per conoscersi, condividere valori e promuovere la pace!

Un esempio tra molti: il defunto Venerabile Etai Yamada, Capo del "Buddismo Tendai" in Giappone, fu invitato a prendere parte a detta Giornata di Preghiera per la Pace. A quel tempo aveva oltre ottant'anni. Dopo il suo ritorno in Giappone, egli organizzò un Incontro interreligioso, nell'agosto del 1987 sul Monte Hiei, un luogo sacro ai Buddisti, vicino a Kyoto. L'evento fu così organizzato ogni anno e il Venerabile Yamada ha confessato che l'ispirazione gli venne dalle parole del Servo di Dio Giovanni Paolo II: "Continuiamo a vivere lo spirito di Assisi!". (leggi tutto qui)
 
 

RELIGIONS FOR PEACE (qui) propone alle numerose realtà impegnate in Italia nel dialogo tra le fedi di fare del 27 ottobre 2011, compimento del 25° anniversario dello storico incontro di Assisi, la “data di nascita” della GIORNATA DEL DIALOGO E DELLA COOPERAZIONE TRA LE RELIGIONI, da celebrare annualmente!

Appello dei Frati francescani delle Puglie: (leggi quì)
 
 

 

Invitiamo tutti gli uomini di buona volontà
a vivere questo 27 Ottobre 2010
come una giornata di
preghiera e digiuno per la Pace.

 


 

LA PACE ATTENDE I SUOI ARTEFICI
 
 

SARA' .. DISARMANTE?

Giovani leaders appartenenti alle grandi tradizioni religiose del mondo si sono riuniti a New York  per consegnare a Sergio de Queiroz Duarte,  (rappresentante del segretario delle Nazioni Unite per il Disarmo) la petizione che ha raccolto oltre 20 milioni di firme da 140 paesi del mondo, per richiamare i governi al progressivo disarmo nucleare ed alla riduzione del 10% dei loro budgets militari da dedicare ai fondi per lo sviluppo. Questo evento ha rappresentato il culmine della prima fase della campagna per la sicurezza condivisa  “ ARMS DOWN ! “, lanciata circa un anno fa dalla rete internazionale dei giovani di fede.

 Il tema della riconversione delle testate nucleari in energia per usi civili  e per lo sviluppo sarà al centro dell'incontro promosso dal  “Comitato per una Civiltà dell’Amore”   che si sta tenendo 

OGGI AD ASSISI 
 

"RELIGIONI E MONDO DEL LAVORO
PER LA CONVERSIONE NUCLEARE
E LO SVILUPPO NEL SUD DEL MONDO"

Programma del pomeriggio:
 

14.00 Il Contributo delle Religioni alla Pace Nucleare
Introduce il Dott. F. Mangialardi – Comitato

14.10 Quale collaborazione dalle Religioni?
Prof. L. De Salvia – Religions for Peace

14.30 Disarmo, Energia e Sviluppo nei Paesi Poveri
Ing. G. Rotunno – Comitato

14.40 Il Contributo delle Religioni - World Religion Council
S. E. Rev. Vincenzo Paglia

15.00 Cerimonia Assegnazione Premio ATOMS for PEACE 2010
Messaggio Finale da Assisi

 

SE IL DIALOGO  E

Se vuoi  approfondire clicca su:

Global Youth Network

Campagna Arms Down: il progetto

Comitato Civiltà dell'Amore

Religions for Peace

Nuclear For Peace

La Diretta WEb dell'Incontro dalle 9.30 su..
"Francescani del Sacro Convento"

 

Barcellona, 3- 5 ottobre 2010

Incontro Internazionale
di Preghiera per la Pace

"Vivere insieme in un tempo di crisi.
Famiglia di popoli, Famiglia di Dio"
*
*

Luoghi di preghiera insieme per la Pace

Raccogliendo l’eredità della storica Giornata di Preghiera di Assisi 1986, convocata dal Papa Giovanni Paolo II, La Comunità di Sant’Egidio ha promosso negli ultimi 25 anni un pellegrinaggio di dialogo e di pace, che ha fatto sosta in molte città europee e mediterranee. Rappresentanti della Chiese cristiane e delle grandi religioni, insieme ad esponenti del mondo della cultura e della politica internazionale si sono riuniti nello “spirito di Assisi”.

Ne sono nate, più di una volta,
iniziative di pacificazione in diverse aree del mondo.

Quest' anno, dal 3 al 5 ottobre 2010, l'Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace tra le Religioni Mondiali nello Spirito di Assisi, si è svolto a Barcellona, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio insieme all'Arcidiocesi di Barcellona.

cammino di pace

 Tutto il programma (cliccabile)
svolto nei giorni dell'incontro
 


 Panel 1 – Israeliani e Palestinesi: aspirazioni comuni di pace

Panel 2 – "I poveri sono il tesoro della chiesa

Panel 3 – Etica della globalizzazione

Panel 4 – Fare pace: un cantiere aperto per le religioni

Panel 5 – Raccontare le religioni nella comunicazione globale

Panel 6 – La gratuità nel tempo del mercato globale 

Panel 7 – Ecologia umana, ecologia ambientale

Panel 8 – La Scrittura e il credente

Panel 9 – Un futuro con più Europa

Panel 10 – Vivere insieme in un mondo di città

Panel 11 – Mediterraneo: lo spazio dell’incontro

Panel 12 – Gerusalemme

Panel 13 – Non c’è giustizia senza vita 

Panel 14 – I credenti: risorsa in un mondo globalizzato

Panel 15 – L’urgenza dell’unità dei cristiani

Panel 16 – Ebrei e cristiani in dialogo

Panel 17 – Elemosina e giustizia

Conferenza – Cristiani in medio oriente tra crisi e convivenza 

Conferenza – Lo spirito di Assisi

Conferenza – Il dialogo islamo-cristiano oggi 

Conferenza – Il dolore del migrante e la responsabilità dell’accoglienza

Conferenza – Dialogo tra le religioni per fare pace 

Conferenza – Vivere insieme, una domanda per le religioni 

Panel 18 – Migrazioni e futuro 

Panel 19 – Laici e credenti: le sfide comuni 

Panel 20 – Per un destino comune: il dialogo islamo-cristiano

Panel 21 – L’Africa nel XXI secolo 

Panel 22 – La "forza debole" della preghiera 

Panel 23 – Le religioni in Asia e il valore della vita 

Panel 24 – La famiglia e le religioni 

Incontri di preghiera in luoghi diversi 

NB) è stato evidenziato il panel 19 perchè da alcuni anni anche i non credenti si sono aggiunti  a questi incontri  nati  sotto il segno del  cosiddetto "Spirito di Assisi". A tal proposito vogliamo  ricordare come questo blog sia stato realizzato grazie al valido aiuto di due bloggers che si dichiarano agnostici.